lunedì 30 aprile 2012

Il senatore leghista che andava sempre in banca. Al Senato

Non c'è pace per la Lega. Nel mirino della procura di Milano ora c'è Piergiorgio Stiffoni, senatore che pochi giorni fa si è dimesso dalla carica di amministratore del Carroccio al Senato. Secondo i pm milanesi avrebbe utilizzato un conto che serve di norma per rimborsare le spese dei senatori, per effettuare operazioni «sospette» come l'emissione di assegni circolari e una serie di prelievi in contanti. La posizione di Stiffoni è al vaglio degli inquirenti.
La somma ipotizzata è compresa tra i 3 e i 4 milioni di euro, che Stiffoni aveva gestito nel periodo 2010-2011. Il denaro era depositato alla Bnl, filiale di Palazzo Madama. Per Stiffoni potrebbe scattare l'accusa di peculato perchè i gruppi parlamentari, a differenza dei partiti che sono enti privati, hanno una funzione pubblica e in questa veste ricevono denari dallo Stato. Su questi movimenti di denaro Stiffoni era stato sentito come testimone, poi il senatore si era autospeso dal gruppo del Carroccio.