domenica 13 maggio 2012

La vera storia della scesa in politica di Beppe Grillo


Per raccontare il successo di un progetto non si può evitare di parlare di chi lo ha ideato, palesemente o nell’ombra non importa. Chi è l’ideatore di questa svolta del comico genovese, trasformatosi da uomo di spettacolo a vero e proprio profeta della «democrazia digitale»? Un nome e un’azienda. Casaleggio Associati. 


È la Casaleggio Associati a curare direttamente il blog di Grillo, la rete dei Meetup, la comunicazione esterna, la strategia del movimento sulla Rete. E non solo, è anche la casa editrice che cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese e anche parte dell’organizzazione dei suoi tour. Neanche Grillo fa mistero che il suo ritorno di visibilità e il grande impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto in gran parte alla sinergia con questa azienda specializzata nella comunicazione e nel marketing digitale. Una strategia chiaramente esplicitata, quella della Casaleggio. «Le reti sono ovunque intorno a noi. Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso.
L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio». Così viene presentato l’ultimo sforzo editoriale del gruppo «Tu sei Rete», bibbia del nuovo credo internettiano.


Per capire le origini del fenomeno Casaleggio, è necessario partire dalle fibrillazioni societarie di Telecom fra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. O meglio, è fondamentale analizzare le vicende di un’azienda del gruppo allora nelle mani di Tronchetti Provera e della Pirelli, la Webegg. Amministratore delegato della società è all’epoca Gianroberto Casaleggio. Non lasciamoci ingannare dal suo aspetto da nerd smanettone, dalla sua capigliatura da studente fuori corso della Berkeley University, Gianroberto è uno dei massimi esperti in Italia di web, reti sociali (social network), marketing elettronico. Ed è lui, insieme ad altri quattro dipendenti dell’azienda della galassia Telecom (Enrico Sassoon, Luca Eleuteri, il fratello Davide Casaleggio e Mario Bucchich) a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati. 

Ma torniamo al «prima». Di cosa si occupava la Webegg? La Webegg Spa nel 2002, anno del suo massimo sviluppo e in cui Gianroberto Casaleggio è l’uomo di vertice, risulta essere «un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende e della pubblica amministrazione in Rete», come si apprende dai documenti sul sito aziendale che indicano la sua mission. Anzi, si tratta in quel momento del gruppo leader nel settore. Reti interne ed esterne, efficienza aziendale, internet, capacità di penetrazione dei prodotti sul mercato attraverso il web marketing e, per le pubbliche amministrazioni, sistemi di efficienza mirati all’e-governance. Insomma un grande giro di affari potenziale, ma forse una società nata in troppo anticipo sui tempi e infatti ben presto oggetto di veloci cambi di mano.

La Webegg all’epoca è una società controllata al 69,8 per cento da I.T. Telecom Spa a sua volta controllata al 100 per cento da Telecom Italia. Poi, esattamente fra giugno e luglio 2004, I.T. Telecom Spa sottoscrive un contratto con un’altra azienda del settore in rapida ascesa, la Value Partners Spa, cui cede il pacchetto azionario detenuto in Webegg. Per ottenere la maggioranza di Webegg vengono sborsati 43 milioni di euro mentre il resto delle azioni, pari al 30,2 per cento, rimane nel portafoglio di un’altra azienda della galassia di società Telecom, la Finsiel. Tutto ciò viene riportato dalla stampa specializzata dell’epoca, come una delle operazioni di fusioni strategiche più importanti nel settore. Ma non ci si ferma qui. In seguito ad altre operazioni di fusioni e riassetti interni alla Value Partners, nasce Value Team, azienda leader nelle consulenze aziendali non solo in termini contenutistici ma anche della sicurezza digitale. Dopo questo vortice di fusioni e vendite il gruppo di dipendenti della Webegg che ruota attorno all’ormai ex amministratore delegato decide di dare vita al nuovo progetto della Casaleggio Associati. E portandosi dietro un pacchetto nutrito di rapporti, partnership e competenze. Quali?

Per capire di cosa stiamo parlando è necessario svelare prima chi sono le figure chiave della Casaleggio Associati oggi e della Webegg prima. Partendo da Enrico Sassoon, giornalista, dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole-24 Ore, già direttore responsabile di L’Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente e del settimanale Mondo Economico. Da suo curriculum pubblico apprendiamo anche che «è stato direttore scientifico del gruppo Il Sole-24 Ore». Nel 1998 Sassoon è amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby indirizzata a favorire i rapporti commerciali delle corporation americane in Italia e il cui presidente è tuttora il vice di Microsoft Italia, Umberto Paolucci. Proprio nel consiglio di amministrazione dell’American Chamber of Commerce in Italy si comprende quale sia uno dei fattori di successo nelle relazioni della Casaleggio Associati. Oltre a Paolucci compaiono nel 1998 altri personaggi di grande spessore. La lista pubblicata al momento della nomina di Sasson vedeva, fra gli altri: Gian Battista Merlo, presidente e amministratore delegato Exxon Mobil Mediterranea Srl; Gianmaria Donà dalle Rose, amministratore delegato Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia; Massimiliano Magrini, country manager Google Italia; Luciano Martucci, presidente e amministratore delegato Ibm Italia Spa; Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset Spa; Maria Pierdicchi, direttore generale Standard & Poor’s; Massimo Ponzellini, presidente Impregilo Spa; Cristina Ravelli, country legal director The Walt Disney Co. Italia Spa; Dario Rinero, presidente e amministratore delegato Coca-Cola Hbc Italia Srl; Cesare Romiti, presidente onorario Rcs. 

Oggi nell’American Chamber of Commerce in Italy troviamo altre figure di spicco come Gianluca Comin, dirigente Enel, e Giuseppe Cattaneo dell’Aspen Institute Italia, il prestigioso pensatoio, creatura di Gianni Letta, presieduto da Giulio Tremonti. E l’Aspen Institute pesa, ovunque agisca. Luogo di incontro fra intellettuali, economisti, politici, scienziati e imprese. Nell’Aspen transita l’élite italiana, che faccia riferimento al centro-destra o al centro-sinistra. Con quali finalità? «L’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni», si legge nella mission dell’istituto. E in che modo? «Il “metodo Aspen” privilegia il confronto e il dibattito “a porte chiuse”, favorisce le relazioni interpersonali e consente un effettivo aggiornamento dei temi in discussione. Attorno al tavolo Aspen discutono leader del mondo industriale, economico, finanziario, politico, sociale e culturale in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva». 

È Sassoon, quindi, l’uomo delle relazioni al massimo livello della Casaleggio Associati. Siede ai vertici di organizzazioni d’élite, ha relazioni, opportunità di accedere alle giuste informazioni. L’uomo, giustamente, del business. E che fa capire quanto il gruppo Casaleggio Associati non sia affatto un collettivo di nerd smanettoni, ma uno dei pensatoi più accreditati per quanto riguarda le potenzialità di mercato della Rete nel nostro paese.

Il teorico e inventore del gruppo è invece Gianroberto Casaleggio. «È stato dirigente», si legge sul suo curriculum, «di aziende ad alto indirizzo tecnologico», e la sua principale attività, oltre a curare personalmente l’oggetto mediatico Grillo (e Di Pietro, oggi) è quella della pubblicistica. E anche Casaleggio ha una storia «aziendale» di rilievo, parallela anche se meno convenzionale a quella di Sassoon. Inizia infatti a farsi notare non in un laboratorio di qualche campus, ma nell’Olivetti di Roberto Colaninno, e qualche anno dopo diventa amministratore delegato di Webegg, come abbiamo già detto suo trampolino di lancio in seguito come guru nostrano della rivoluzione della Rete. La Webegg ha origine da una joint-venture tra Olivetti e Finsiel (della Telecom), ma nel 2002 l’azienda di Ivrea cede il suo 50 per cento alla Telecom. Intanto Casaleggio ha dato vita a un’altra società, la Netikos, dove siede per alcuni mesi nel consiglio di amministrazione accanto a un figlio di Colaninno (Michele). Ma è un’avventura di breve durata, o forse solo il momento di transito per creare con i vecchi amici della Webegg qualcosa di totalmente nuovo. E infatti nel 2004 Gianroberto chiude baracca e burattini e va a fondare con altri dirigenti Webegg la Casaleggio Associati, attuale editore di Beppe Grillo. Tutto qua? Certo che no. La Casaleggio è molto di più, anche se apparentemente sembra avere un ruolo «periferico» nello sviluppo delle strategie di marketing sulla Rete.

Gianroberto scrive molto spesso sia sul sito del gruppo che su molti giornali di temi legati alla Rete. «L’organizzazione di Rete», si legge nel suo curriculum online, «i modelli di e-business e il web marketing sono tematiche che ha approfondito e applicato a società italiane negli ultimi otto anni, anche grazie a una relazione costante con i riferimenti mondiali del settore». Per lui la Rete è un’ossessione, più di un mezzo, più di un media. Ne è un teorico e uno dei guru delle nuove frontiere del marketing digitale e di cosa si possa fare attraverso i social network grazie a strategie di marketing «virale», forma di promozione non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio a un numero esponenziale di utenti. 

Casaleggio ha capito in anticipo, almeno per quanto riguarda il mercato italiano, quali siano le potenzialità del web e dei social network. E individua una nuova figura di venditore propagandista in parte consapevole e in parte no: l’influencer. «Online il 90 per cento dei contenuti è creato dal 10 per cento degli utenti, queste persone sono gli influencer», scrive in un articolo Casaleggio, «quando si accede alla Rete per avere un’informazione, si accede a un’informazione che di solito è integrata dall’influencer o è creata direttamente dall’influencer. L’influencer è un asset aziendale, senza l’influencer non si può vendere, c’è una statistica molto interessante per le cosiddette mamme online, il 96 per cento di tutte le mamme online che effettuano un acquisto negli Stati Uniti, è influenzato dalle opinioni di altre mamme online che sono le mamme online influencer». Se andiamo ad analizzare il sistema di diffusione online del fenomeno Beppe Grillo è facile constatare quanto questa strategia sia efficace. E non solo per Grillo, visto che il numero dei clienti e delle partnership italiane e statunitensi vanno ben oltre alla promozione del comico genovese. Oltre quanto?

Nel 2004, a pochi mesi dalla sua nascita, la Casaleggio Associati annunciò pubblicamente attraverso le agenzie di stampa la nascita della partnership con Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management (Btm). La Enamics ha una rete di relazioni aziendali impressionante sia dirette che indirette grazie anche a una rete di partnership consolidata e da più di 6 anni con due altre aziende del settore, la Future Considerations e la Ibm Tivoli. Spiccano, come si legge nel board sia di Enamics che dei sui partner, nomi come Pepsico, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro Usa), Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller. E poi ancora: Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa). Ecco quindi la rete di relazioni, teoriche e aziendali, della Casaleggio Associati con le aziende più quotate del settore negli Stati Uniti. Comunicazione, e-commerce, reti web, sicurezza. Gli stessi settori della Webegg prima e di Casaleggio e soci poi.

Sassoon e Casaleggio, sul rapporto dei due si gioca tutto il peso del progetto della Casaleggio Associati. Da un lato l’uomo delle relazioni «tradizionali» con il mondo della finanza e della politica italiana, dall’altro il super-esperto con reti di rapporti consolidate e partnership oltre oceano. Non si tratta quindi solo di sperimentare nuove forme di marketing, si tratta di una solida base di business. E questo la Casaleggio Associati fa. 

Se qualcuno pensava ancora che la Casaleggio Associati fosse solo un gruppo di persone appassionate della comunicazione in Rete che si dedica al blog di Beppe Grillo (e a quello, ricordiamolo, di Antonio Di Pietro), dopo aver letto di questo vorticoso intreccio di partnership aziendali, clienti, collaborazioni, si dovrà ricredere. Qualche domanda se la stanno ponendo, per esempio, molti «grillini» della prima ora che nel corso degli ultimi anni hanno criticato alcune virate di Beppe Grillo, castigatore senza pietà dei costumi delle imprese italiane che lentamente (oltre all’ex padrone di Casaleggio, Telecom) sono uscite fuori dal mirino del neo-Savonarola (l’associazione non è nostra ma della stessa Casaleggio) ligure. 

Ora Grillo parla quasi esclusivamente di politica e di politici. E dov’è finito il «messaggio» della prima ora, quello della lotta contro il «signoraggio monetario»? Se qualcuno sulla rete dei Meetup o nei commenti sul blog di Grillo pone l’interrogativo si vedrà cancellare o non pubblicare la propria opinione. E chi cura direttamente e capillarmente il blog di Grillo e la rete dei Meetup? Il fratello di Gianroberto Casaleggio, Davide. Dopo tutto le regole della «moderazione» sul web le detta chi mette in Rete una determinata piattaforma o sito. Funziona così ovunque, funziona così anche sul sito di Grillo. Certi argomenti, determinate domande non compaiono. Abbiamo fatto personalmente una prova, «postando» sul blog di Grillo determinati temi scomodi e il commento non veniva approvato. Compariva solo se si utilizzava un determinato termine spezzato dalla punteggiatura. Ma anche in questo caso il commento dopo poco spariva. Come su YouTube, dove video che criticano esplicitamete il rapporto fra Casaleggio e Grillo scompaiono con frequenza impressionante, così avviene per gli interventi neiMeetup più «popolati». Ma la Rete è più ampia di quanto la Casaleggio possa controllare e qualche Meetup riesce a sfuggire.

A fare i conti con il controllo sulla comunicazione collegata al fenomeno Grillo esercitato da Casaleggio è stato nel 2007 il blogger e giornalista Piero Ricca. Chiamato per moltiplicare le offerte sul sito e per attrarre nuovi utenti e nuovi «commentatori». Probabilmente ci si era resi conto che in quella fase il sito, per la parte degli interventi del pubblico, era «stagnante», che a commentare i post di grillo erano sempre gli stessi, anche se sempre tanti. Quindi la scelta cade su un blogger emergente, Ricca appunto. E che da accordi avrebbe dovuto essere pagato dalla Casaleggio Associati. Duecento euro a intervista forfettari spese incluse. Compenso che però, secondo Ricca, non gli viene corrisposto nei termini concordati all’inizio e Gianroberto Casaleggio ricontratterebbe la collaborazione chiedendogli di occuparsi della comunicazione di alcune aziende sanitarie. Ricca rifiuta. Da qui secondo Ricca il conflitto, e non si procede né sul piano economico né sulla ridefinizione del rapporto contenutistico della collaborazione e la situazione precipita. «A questo punto interpello direttamente Beppe Grillo – racconta Ricca – (…) Lui è informato della decisione di Gianroberto Casaleggio. (…) Osserva che “negli aspetti manageriali” del blog lui non entra. Ritiene però, fidandosi del gestore, che la difficoltà non sia di natura economica. Forse il problema – dice – è «l’eccessiva aggressività» di qualche intervista. (…) Poi si gira verso di me ed esprime un disagio: “Ti vedo sospettoso, non essere sospettoso”». E Ricca scompare dal blog di Grillo. Solo per un contenzioso relativo ai 200 euro spese incluse pattuiti per ciascuna intervista? Secondo Gianroberto Casaleggio, a quanto risulterebbe dalle dichiarazioni rilasciate sul blog di Grillo e su variMeetup, sì. Fine della storia. Abbiamo fatto richiesta di spiegazioni via mail e non abbiamo ottenuto risposta.

Qualcosa intanto si sarebbe incrinato negli ultimi tempi anche nel rapporto che la Casaleggio Associati ha instaurato con Antonio Di Pietro e l’Idv. Delle crepe si erano manifestate già nel corso della campagna elettorale dell’anno scorso. Alcuni candidati «di peso» come Luigi De Magistris avevano gentilmente rifiutato di affidarsi al modello Casaleggio preferendo fare da sé. La ragione era molto semplice. Il modello offerto dalla Casaleggio Associati è estremamente centralizzato. A scatola chiusa. Per lavorare con loro, per usufruire dei loro servizi, è necessario affidarsi totalmente alla loro organizzazione. E questo, inevitabilmente, può entrare in contrasto con le logiche della politica. Un contrasto, segnalano in molti dell’entourage di Tonino Di Pietro, che in queste ultime settimane starebbe portando a una rottura. Bocche cucite, ufficialmente, sia sul fronte politico che su quello aziendale, ma ormai in molti si attendono da un momento all’altro l’annuncio del divorzio.

Ritorniamo però alle strategie di marketing (politico e no) della Casaleggio Associati, e agli influencer e all’importanza che viene loro data, e non solo da questa società italiana. Si legge sul sito web della Microsoft: «Uno studio della società statunitense Rubicon Consulting ha tracciato il profilo degli influencer, la loro diffusione e le modalità di comunicazione e di propagazione dei loro messaggi. Le comunità online, gli spazi dove agiscono gli influencer, non sono tutte uguali, ognuna ha peculiarità proprie». 
Non si capisce se questo brano l’abbia scritto Gianroberto Casaleggio stesso o se a questo testo del gigante statunitense si sia rifatto. E poi l’articolo della Microsoft prosegue: «Le comunità online originate dalle connessioni, come Facebook, sono le più frequentate (25 per cento degli utenti) e le più importanti per i giovani sotto i 20 anni, seguono, con circa il 20 per cento, quelle con attività in comune e condivisione di interessi. La maggior parte degli utenti delle comunità ha un’età tra i 20 e i 40 anni. In questo contesto operano gli influencer». Ecco fatto il ritratto del militante «grillino» tipo. E chi sono gli influencer di Grillo, dove si muovono, dove agiscono? All’inizio sulla rete di Meetup, la piattaforma a pagamento statunitense molto pubblicizzata dalla Casaleggio Associati e dai loro partner statunitensi è praticamente obbligatoria per chi voglia aderire alla rete degli amici di Grillo. Poi su YouTube e Facebook. È qui che si è creata la fortuna del messaggio di Grillo, nell’uso controllato capillarmente dalla Casaleggio Associati di questi mezzi. 

E come si inseriscono le componenti individuate da Casaleggio prima e da Microsoft poi (o viceversa?) nella strategia che il gruppo starebbe sperimentando? E quali sono i contenuti e le strategie di un gruppo che non fa mistero di avere un’idea ben precisa di cosa siano e cosa dovrebbero essere la democrazia e la politica? Ci sono due video illuminanti di quale sia l’ideologia che muove Gianroberto Casaleggio e i suoi soci. Il primo, del 2007, attualmente scomparso dal sito aziendale ma ancora rintracciabile sul web, si rivolge all’informazione. 
Il titolo è inequivocabile: Prometeus – La Rivoluzione dei media
E vediamo il contenuto. «L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con internet alla fine del secolo scorso… la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a Bbc, Cnn e Cctv… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di Cultura Libera diventa ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. (…) Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. È reale! (…) Nel 2027 Second Life si evolve in Spirit. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri». No, non è il sequel di Nirvana di Gabriele Salvatores e meno che mai la sceneggiatura di Atto di forza con Arnold Schwarzenegger. Questo è, secondo Casaleggio Associati, un video di «scenario» inserito come messaggio di identità aziendale.
Il secondo video invece parla di politica. 
Si intitola Gaia, il futuro della politica ed è tuttora ben visibile sulla homepage del sito aziendale. 
Al contrario del precedente, in inglese ma sottotitolato in italiano, questo è disponibile in inglese e spagnolo. Immagini e plot simili. Si inizia con un pastone che racconta per brevi linee i progressi della comunicazione politica nella storia, accostando con qualche azzardo Savonarola, Gengis Khan, Obama, Beppe Grillo, Hitler, Mussolini, Bill Clinton (ovviamente sulla strategie di innovazione della propaganda più che della comunicazione) e poi, come nel video precedente, si lancia in previsioni future, in cui Google, ancora una volta, diventa il centro della rinascita della democrazia diretta fino a quando, dopo una terza guerra mondiale, la popolazione della Terra si riduce a solo un miliardo di abitanti e alla fine, grazie ovviamente alla Rete, nasce Gaia, il nuovo governo mondiale. E poi: «Ogni essere umano può diventare presidente e controllare il governo attraverso la Rete. In Gaia i partiti, la politica, le ideologie e le religioni scompaiono». Non temete, nel 2054, non prima.


Pietro Orsatti

23 commenti:

J.L. Picard ha detto...

Grazie, SpiderTruman.
Adesso so che alle prossime politiche continuerò a votare bianca.

libero di pensare a modo mio ha detto...

un commento dell' autore Pietro Orsatti

altri percorsi ha detto...

Boh.....sinceramente non ho capito il perche' di questo articolo. Anche tu usi la rete...perche' non fai volantinaggio??? Grillo ha parlato del signoraggio bancario e di tante altre cose ma...non credi che adesso i problemi in Italia siano altri?? Poi....almeno lui una faccia ce la mette quando spara a zero!! Poi.....almeno lui ha fatto tanto per molti comuni....per l' acqua pubblica e un sacco di altre cose. Premetto che seguo da sempre Spider Truman ma non vedo cosa stia facendo di male Grillo.....incita alla rivoluzione?? Bene...io ci sono!!!
Dimenticavo......mi verra' richiesto di dare un' identita' al mio commento (anche se non so' perche').....poi pero' voglio la tua!!!!

Ihmed Abrahim ha detto...

e quindi?
è logico che ci si appoggi a una compagnia del genere per avere credibilità/visibilità.
Non per nulla è stato più volte tra i migliori blog al mondo quello di grillo.
Io non ci vedo nulla di strano. La gente lo segue per le idee, questa è solo una sciocchezza, perché cercare il marcio ovunque e a ogni costo?

Roberto ha detto...

Ok, ci stai consigliando di camminare, spalle al muro ed occhi a 360 gradi! Non mi sembra una bella prospettiva!!! Non capisco, a questo punto se si tratta di incitare alla resa all'establishment o a farsi i cazzi propri senza fidarsi di nessuno!!! Tristissimo,

glancellotti65 ha detto...

perché si perde di vista che con M5* in parlamento andranno tanti giovani che con quanto si racconta non c'entrano nulla?
la vogliamo mandare a casa la vecchia casta, oppure no?

Piero Costantini ha detto...

Uno degli articoli più inutili della storia.
Complimenti per l'ingenuità.

Exidor ha detto...

Il fenomeno grilliano è nient'altro che trasposizione del berlusconismo nella parte onesta del Paese.
Non badare a da dove viene il tuo capo, chi sono gli amici del tuo capo, pensa solo ad attuare il progetto del tuo capo, difendilo, contestualizza, ignora o sottolinea meticolosamente all'occorrenza.
Grillo apre gli occhi ma tappa le bocche.
Si chiama "omertà a fin di bene", o "cecità monoculare selettiva", un fenomeno che si diffonde in modo sempre più spettacolare.
E li vedi, gli intellettualoni sottuttoio, iosommigliore, iosoppuro, iosòariano, iosonesto, che sfoderano una eleganza sconvolgente nel rinunciare a principi per i quali prima si sarebbero fatti inumare vivi. Trasparenza, democrazia, senso critico, tutto sepolto sotto la Fede, intransigenza tutta rivolta verso l'esterno, verso il diverso da Grillo.
Grillo è il baluardo contro la casta, Grillo è il Messia senza macchia, Grillo non va attaccato, non vanno fatte notare le inquietanti "quinte" che fanno da sfondo ad un geniale prodotto di consumo di massa, la redenzione collettiva mediante accentramento in un solo uomo-guida, roba nuovissima, come no.
I puri, con la loro candida tunica, proseguono nella loro missione divina, e peste ed anatema colga chi osa mettere in dubbio la genuinità morale del progetto.
Inutile perdere tempo con le fedi religiose.
Vanno avanti per dogmi indiscutibili.
Mah.

spess8 ha detto...

Leggendo i commenti a me sembra che l'articolo abbia proprio centrato il punto. Sempre più propenso a pensare che l'uomo è fatto per dominare sugli altri, speculandoci. E per essere dominato, nei modi più vari.

spess8 ha detto...

Leggendo i commenti a me sembra che l'articolo abbia proprio centrato il punto. Sempre più propenso a pensare che l'uomo è fatto per dominare sugli altri, speculandoci. E per essere dominato, nei modi più vari.

m. ha detto...

Giudichi indirettamente il M5S raccontando la storia di chi gestisce il sito di Grillo e al tempo stesso non fornisci la tua identita' cosi da dare una pervenza super partes a questo blog.
Se il blog di Grillo non tocca certi argomenti, probabilmente ha scelto una strategia di "vendita del prodotto" per evitare deviazioni complottiste perdendo credibilita': ci sono altri posti per parlare di signoraggio,scie chimiche,harp,etc...
comunque se apri gli occhi, l'aggregatore di siti che dici che ti ha censurato su ordine di Grillo, ossia www.tzetze.it , da' discreto spazio agli argomenti scomodi di cui parli, basta leggere i post di byoblu.it
Non fare il rosicone...

m. ha detto...

...e togli i banner pubblicitari, che per tenere in vita questo blog ti serviranno si e no 10 euro l'anno.
Altrimenti mi fai come i politici che si fanno eleggere per il bene comune e poi si fanno i caxxi loro.

Subzero ha detto...

Mah... mi sa tanto di gelosia sto post...
Cmq... Visto che l Casaleccio e Associati è una creatura di T.I.... come mai lo stesso Beppe sputtanava la stessa TI in tutte le serate???
Altra cosa, che forse è più moralista che altro... Il buon Beppe, è sempre restato nel silenzio fino alle scorse elezioni... nessuno lo ha mai preso in considerazione fino ad allora... adesso gli contiamo pure i peli nel c..o???
Bravi... sinceramente ste sparate potete pure risparmiarvele... ormai tutto è segnato da grandi società...pure sto sito... ma questo è tutt'altra storia vero???

Arnese ha detto...

Non ho mai letto così tante boiate in vita mia. Per di più boiate postate da un utente "segreto". Spiedertruman? e chi è? può essere un massone banchiere che si mangia le persone? Quindi già il suo discorso cade di veridicità. Inoltre, il Signor Casaleggio è un buon imprenditore, dice che la rete è il futuro, e non ha torto. Ma come sempre gli italiani puntano il dito contro la massoneria e quant'altro. Per il signoraggio? Ma se ai comizi ha parlato di sistema che è marcio, fatto di banchiere, e che esistono altre vie. Oltre a pubblicare il libro di Paolo barnand quello sulla MMT. Ma voi carissimi siete dell'IDV, come il popolo viola, o del PD e di cose stupide ne dite tante.

matte ha detto...

È incredibile quanto quella parte della coscienza che beppe ci ha risvegliato venga usata su tutto e tutti tranne che sul fenomeno grillo stesso.
Si dice sempre che la storia serve per comprendere il presente ed il futuro, be il passato politico di questo paese è macchiato dall influenza degli Stati Uniti nel determinare decisivamente i vari governi italiani, spesso anche investendo sul cavallo piu rivoluzionario e potenzialmente pericoloso per farlo dei loro prima ancora che raggiunga la popolarita, questo succedeva fin dalla grecia classica e l antica roma. Non assomiglia per caso a cio che l articolo porta a desumere?......
A voi la scelta ma basatela sempre sulle probabilita, che vengono sempre determinate dagli indizzi moltiplicato cio che è gia successo nel passato.
A chi si chiede a che serve sapere tutto questo dico che non è compito di chi fa informazione e quindi chi ha scritto l articolo di dire ai lettori come reagire alla sue informazioni, altrimenti suonerebbe anche coercitivo, il compito della vera informazione è semplicemente quello di far riappropriare l uomo della dignita attraverso la consapevolezza e la liberta dalla schiavitu intellettuale e fisica.

Sandro ha detto...

...vai al mare oggi che e' meglio

Chris ha detto...

Ho fatto l'enorme fatica di leggere tutto questo enorme articolo. Ora vorrei sapere se ci sono dei reati in queste centinaia di aziende che citi. Ci sono dei delinquenti dietro Grillo? Ci sono persone disoneste? Ci sono soggiogatori della volontà popolare per avere dei tornaconti?
Veniamo governati da decenni da delinquenti, condannati, mafiosi...e la tua soluzione sarebbe? Occhio a Grillo che ha dietro una società che fa business. Ah ok, mi hai dato una grande motivazione per riprendere a votare Bersani.

lorenzo ha detto...

Caro Spider Truman,
non solo non hai un briciolo di coraggio per metterci la faccia, ma dimostri spesso di essere : rosicone, senza grande cultura, maniacale, e sostanzialmente ignorante.
Perchè non sveli chi sei? Quanti scheletri hai nell' armadio?
Forse perchè hai paura che si sappia cosa facevi fino a qualche tempo fa?!?

Sebastiano ha detto...

Buon pomeriggio, che dire?? che per l'ennesima volta salta fuori la storia di Casaleggio,che risale esattamente a 3 anni fa papale papale come quella scritta sul articolo.Giustamente sto Spider Truman però no mette ne nome ne faccia e a mio avviso non è altro che un troll alla paga della casta che deve fare articoli contro Grillo e di conseguenza contro il Movimento 5 stelle.Uno ma lo sa che il Movimento 5 Stelle è formato solo da cittadini e Beppe Grillo non è altro il porta voce mediatico più influente e basta.Perciò andiamo avanti per la nostra strada e lasciamo queste sciocchezze ai "poverini" che credono ancora in QUESTA PARTITOCRAZIA noi siamo un attimo più avanti.Tra un anno lo saremo ancora di più!! Visto e considerato che sia da destra che da snitra non si risolve nulla cosa abbiamo da perdere ??Nulla.Ultima cosa non è che abbiamo un primo ministro santo, per chi non lo sapesse Mario Monti fa parte del gruppo Bilndeberg chissà come mai Spider Truman non ha critto nulla?? a voi dare una risposta a questo.
Sebastiano

barvinc ha detto...

jn beppe grillo onestamente non vedo rovine che non ha fatto gia'il nano comico di arcore con tutti i suoi scagnozzi e matrone messe sedute li a governare i nostri interessi.mahanno fatto i loro quindi ora si puo'sprofomdare per quegli esseri maledetti.grillo e'il nuovo comico,ma mopto piu'sincero del primo,quindi cambiare comico per me va nei miei interessi visto che peggio non c'e'

lorenzo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=eM2ttEO2FB8&feature=youtu.be

Prova a sentire un po'

Peppe Ricciutelli ha detto...

GRILLO CICERONE TEMUTO PER LE SUE FILIPPICHE IN FONDO NE ESCE VERAMENTE RIDIMENSIONATO. UN MASANIELLO ON DEMAND. UN TELECOMANDATO DA GENTE CHE PENSA DI ESSERE OLTRE. HO NOTATO ANCHE CHE GRILLO ( I CASALEGGIO ASSOCIATI ) NON CRITICANO MAI I MASSONI. FORSE LO SONO ANCHE LORO. DI UN'ALTRA LOGGIA. UNA BANDA DI PRESUNTI ILLUMINATI E,IN QUANTO CREDENDOSI TALI, FOLLI. LA FOLLIA TANTO CARA A TANTI SCRITTORI E FILOSOFI DEL NOSTRO TEMPO. A PROPOSITO. NEI MEETUP E NEL MOVIMENTO 5 STELLE, LE PERSONE VERE VENGONO " ERASATE ".

Joao de Deus Pires ha detto...

Beppe Grillo é intelligente e furbo populista, etico, ecologico e grande comico... Um artista di manobrare contradizione per il suo popolo...
Mi piacerebbe scrivere un ebook in collaborazione con qualcuno di madrelingua italiana su psicologia e filosofia applicata alla politica italiana, in particolare a due fenomeni: Grillo e Berlusconi. Ho scrito molto nei miei ebooks e blog: neo-machiavelli.ilcannocchiale.it/?TAG=grillo .