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giovedì 22 dicembre 2011

Negozi, vacanze esotiche e ristoranti: la bella vita della Minetti a spese dei cittadini lombardi

Nicole Minetti è una ragazza fortunata o "brava", a secondo dei punti di vista. Sempre nel posto giusto al momento giusto, e ciò la distingue decisamente dalle sue frequentazioni nel recente passato. Le oramai mitologiche Olgettine girls sono pressocché allo sbando, Nicole no, con il lauto stipendio tutti i mesi sul conto corrente e un discreto numero di benefit. Riesce a permettersi, più o meno, ciò che vuole, mantenendo un rassicurante tenore di vita, tra vacanze esotiche, weekend al mare, shopping frenetico, cure per il corpo e mondane serate in disco o nei party della consumata Milano da bere.
La settimana per lei è assai impegnativa, fitta come è di impegni pubblici e privati. Anche nei freddi pomeriggi invernali è possibile incrociarla nel cuore della città a far compere, con una netta inclinazione per le vie del Quadrilatero.  Due le sue mete preferite: la boutique in via Sant’Andrea della Maison Hermes, dove poter acquistare eleganti foulard, cinture a la page e le immancabili borsette Kelly, e la pasticceria Cova di Montenapoleone, per il giusto relax  a base di pasticcini e cioccolata calda.
Poi di corsa in palestra con il suo personal trainer e, se l’orologio non è tiranno, un passaggio nel giardino d’inverno dell’Hotel Bulgari per un esclusivo aperitivo a due passi da casa.  Eh sì, perché Nicole, resasi conto dell’aria che tira e, forse preoccupata dei possibili tagli alla politica, da pochi giorni ha cambiato indirizzo, traslocando in un appartamento in via della Spiga.
C’è giusto il tempo per il doveroso trucco e parrucco  ed ecco che partono i preparativi della serata.  Bisogna essere informati e saper distinguere i locali giusti, perché a secondo del giorno esistono le mete fisse e

martedì 29 novembre 2011

il neo-viceministro Grilli costretto a rinunciare al 70% del suo stipendio di 42.000 euro mensili: facciamo una colletta per aiutarlo?

Un gesto eroico, per il bene del paese: un ritornello che accompagna in queste ore la nomina del viceministro Grilli, il quale ha dovuto dimettersi da direttore generale del ministero del Tesoro per assumere il ruolo politico di vice-ministro.
Il "povero" Grilli ha infatti dovuto rinunciare al 70% del suo precedente stipendio.
Come???? Si, avete capito bene. Questo signore guadagnava fino a ieri il triplo di qualsiasi "povero" ministro o deputato.
Il suo stipendio era di 42.000 euro al mese!
Al ministero del Tesoro, nel passaggio da Tremonti a Monti, non è cambiato molto: sono tutti sempre al lavoro per studiare e pianificare tagli e sacrifici da dispensare ai cittadini e ai contribuenti.
"Se hai lavorato in fabbrica per 40 anni, mica puoi pretendere a 59 anni di andare in pensione e intascare 900 euro al mese senza più lavorare": questo ci ripetono in continuazione questi signori che intascano invece uno stipendio mensile di 42.000 euro.
Perchè per  ripianare il debito pubblico, non si parte mai dall'alto, dalle cifre stratosferiche degli alti burocrati e dei manager pubblici? Dato che tabelle e programmi di riforma li preparano proprio loro, preferiscono prendersela con pensionati e lavoratori piuttosto che con la loro stessa casta.
Padoa-schioppa, Monti o Tremonti poco importa: Grilli è sempre stato lì.
Ora invece il suo immenso atto di generosità.
Guadagnerà come viceministro "appena" 16.000 euro al mese.
Dovremmo fare una colletta per aiutarlo a sopravvivere.