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sabato 30 luglio 2011

E Napolitano cerca di placare l'odio anticasta al modico prezzo di 68 euro

La notizia del giorno è "sensazionale": Napolitano ha deciso di rinunciare all'aumento dello stipendio presidenziale. Un gesto di pura propaganda: il Presidente della Repubblica rinuncia a 68 euro, gli restano al "povero" inquilino del Quirinale all'incirca dodicimila euro mensili.
Alle sue dipendenze ci sono 250 corazzieri e una mandria di 70 cavalli irlandesi, ognuno dei quali guadagna (o meglio, si spende per il suo mantenimento) più del doppio di un impiegato statale di medio livello.
Paese strano il nostro, se un cavallo guadagna il doppio di un essere umano.
Ma in verità anche i 1310 esseri umani che lavorano alle dipendenze del Quirinale non si possono lamentare, godendo di stipendi base maggiorati rispetto agli altri dipendenti pubblici, oltre a beneficiare di indennità di incarico, indennità di guida, indennità di cassa, indennità meccanografica, indennità informatica, indennità di alloggio.
In merito ai risparmi annunciati sulle spese della Presidenza, i 15 milioni previsti arriveranno semplicemente attraverso i pensionamenti: nessun sacrificio, semplicemente i vari Stefano Valbonesi - l'orologiaio che ogni mattina deve ricaricare a mano gli orologi di un tempo di cui il Quirinale è pieno - vanno in pensione. Può darsi che Gaetano Gifuni (è ancora lì dopo 20 anni, oggi segretario generale onorario della Presidenza della Repubblica malgrado il processo che lo vede coinvolto sugli sperperi dei fondi e sulle residenze presidenziali concesse ai parenti) abbia scoperto gli orologi a batteria!

Spider Truman