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martedì 13 dicembre 2011

Monti delega le camere al taglio stipendi parlamentari: l'ennesima presa in giro. Qui vi spiego come e perchè

Sarà il Parlamento a provvedere al taglio degli stipendi di deputati e senatori adeguandoli alla media europea. E' quanto prevede l'emendamento del governo alla manovra. Il testo del decreto approvato dal Consiglio dei ministri stabiliva che dovesse essere il governo, con un  decreto, ad adeguare gli stipendi dei parlamentari in base ai risultati della commissione Giovannini, al lavoro da settembre per individuare la media dei trattamenti economici dei parlamentari europei. Poiché questa norma ha creato polemiche sul rischio sul rischio che potesse essere intaccata l'autonomia delle camere, l'emendamento del governo ora prevede, senza alcun termine prefissato, che "il Parlamento e il governo, ciascuno nell'ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire gli obiettivi". 
Seppure ci fosse, non taglierebbero nulla e forse addirittura si autoaumenterebbero il proprio stipendio. La norma infatti prevede non il taglio semplice dello stipendio, ma il  livellamento contributivo alla media europea.
Per mettersi al riparo però da eventuali rischi di tagli ai privilegi parlamentari, l'apposita commissione governativa costituita ad hoc con il semplice scopo di fare una media tra gli stipendi europei (la COMLIV, Commissione per il livellamento retributivo Italia-Europa), ha tirato fuori dal cilindro, dopo tre mesi di intensissimo lavoro (due riunioni di poche ore ciascuna), due particolari escamotage.
Il primo è il restringimento della comparazione non ai 17 paesi dell'Euro o ai 27 dell'Unione Europea, ma solo ai sei paesi europei più ricchi, dove i livelli retributivi per le cariche elettive sono molto più alte degli altri paesi. 
Il secondo è l'adozione del parametro del "trattamento economico omnicomprensivo": essendo una parte consistente dello stipendio parlamentare italiano "mascherato" nella tipologia di rimborsi forfettari per il soggiorno a Roma (3.500 euro mensili), delle spese per il rapporto eletto ed elettori (3.600 euro mensili) e nella gratuità di qualsiasi mezzo di trasporto aereo o ferroviario, la Commissione ha stabilito la contabilizzazione dei servizi che vengono offerti negli altri paesi dallo stato per l'espletamento del mandato parlamentare.
L'Italia infatti è l'unico paese nel quale ai deputati vengono consegnati migliaia di euro al mese per il reclutamento del personale di segreteria, mentre negli altri paesi le persone di fiducia e di supporto del parlamentare vengono regolarmente assunte direttamente dalle camere con un contratto a termine. 
Lo stesso avviene in merito alle spese di viaggio per lo svolgimento del proprio mandato parlamentare che negli altri paesi europei vengono regolarmente rimborsati attraverso la consegna di una apposita e dettagliata rendicontazione. 
Il parametro del trattamento economico omnicomprensivo permette quindi di inserire le spese di personale nel computo dei paesi esteri, facendo in questo modo schizzare verso l'alto l'indice "salariale" dei deputati stranieri. Allo stesso modo le spese di viaggio non vengono contabilizzate nel calcolo degli stipendi parlamentari nostrani, mentre contribuiscono ad innalzare la media negli altri paesi.
Insomma, gira e rigira, vedrete che alla fine dei conti i
 nostri "poveri" parlamentari si aumenteranno lo stipendio, non per ingordigia, ma per adeguarsi alla media europea.

mercoledì 7 dicembre 2011

le agendine parlamentari in pelle di pecora ci costano 3 milioni di euro

In tempi di equità e sobrietà, anche per le pecore sono previsti sacrifici. Definitivi, però. L’ordine è pronto, il malloppo pure: 32.500 agende e agendine settimanali, formato scrivania e tascabili, rigorosamente di colore blu con il simbolo “Camera dei deputati” su rivestimento in pelle ovina. A Montecitorio la memoria è corta, troppo breve per ricordare aperitivi e votazioni oppure accendere l’i-Pad regalato a Natale, e dunque spendono 3,015 milioni di euro in tre anni (più Iva) per un mattoncino di carta elegantemente addobbato: pagine speciali e bianche, indirizzi e domicili, rubrica telefonica. Qualche anno fa, l’ex deputato Roberto Poletti (autore del libro Stato pappone) raccontava con disprezzo le abitudini di una casta ancora tollerata. Adesso che Mario Monti presenta il
conto, a Montecitorio fischiettano indifferenti. E una miniera, a ciclo continuo, spala denaro per cartoleria e stampanti, una voce in bilancio che si chiama “forniture”. Il lavoratore rinuncia a un pezzo di pensione, ma il deputato, per carità, mica può servire lo Stato senza un’agendina ottocentesca in pelle ovina? L’amministrazione di Montecitorio è precisa e solerte. C’era un’emergenza e, reattivi, sgomitano per risolverla. L’appalto per il 2012 è andato bene: già consumati, e presto distribuiti, 36 mila esemplari. E però, panico generale, che fare per il 2013, il 2014, il 2015? Lasciare un’eredità ai deputati di prossima legislatura, questa è in scadenza fra 17 mesi, è un dovere morale di Montecitorio. Perché cambiare tradizioni? Perché indugiare e risparmiare 3 milioni di euro?

E allora, spediti, Montecitorio pubblica l’avviso di gara il 18 ottobre, il 2 dicembre si chiudono le iscrizioni, il 12 dicembre si aprono le buste, e poi comincia l’asta al ribasso, nemmeno troppo visti i precedenti. Le “informazioni complementari”, cioè dei severi avvisi per le imprese, dicono che i deputati meritano massima attenzione e massima qualità. Non s’accettano patacche, e neppure copertine sintetiche. Quelle che, insomma, i cittadini comprano in edicola o in libreria. Il deputato può chiedere di più, perché mica deve pagare. I funzionari di Montecitorio fanno selezione e anticipano il giudizio: “In sede di gara dovrà essere presentato un campione di agenda e agendina e la pelle utilizzata, secondo quanto previsto dell’articolo 4, comma 4 del capitolato”. Care pecore , rassegnatevi: non c’è scampo, vi aspettano anni luttuosi. Vi immaginate, voi, care pecore, un deputato in giro per i Palazzi romani con un’agendina senza la vostra pelle. Quella ovina che l’arabo arrotola per i tappeti e cuce col cotone? Certo, ai deputati spettano (soltanto) 3 mila esemplari, 4 a testa, 3 grandi, 1 piccino.
Un mucchio di 30 mila agende e agendine, settimanali e semestrali, finiscono un po’ di qua e un po’ di là. Anche in vetrina, in vendita a chi? Boh. Spesso si offrono ai giornalisti, ai dirigenti, ai partiti. Sono riserve di carta per carestia. Non sia mai che l’i-Pad s’impalla. Il problema è che un’agenda, purtroppo anche per i deputati, può durare al massimo un anno, poi si butta. Oppure ignoriamo che a Montecitorio siano talmente parsimoniosi da usare le agende del 2010 per il 2011. Forse, per un errore di date, non seguono il passo dei tempi.
Da Il Fatto Quotidiano del 07/12/2011.
diksa53a.blogspot.com

giovedì 24 novembre 2011

E' finita la pacchia! In fila con il vassoio in mano: il ristorante della camera diventa selfservice

Con i tre milioni di euro risparmiati ogni anno non si risolveranno certo i problemi economici del nostro paese, ma è un segnale minimo di riscatto dei cittadini contro la casta:  il collegio dei questori della Camera presieduto da Francesco Colucci (deputato nella VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIV, XV, XVI legislatura, cioè praticamente non si è mai mosso da Montecitorio negli ultimi 40 anni, navigando tra prima, seconda e terza repubblica) ha finalmente deliberato la fine dello sperpero del ristorante della Camera, con i suoi prezzi superscontati e i camerieri in livrea.
Dopo le innumerevoli denunce sui costi supereconomici dei ristoranti della Camera, del ristorante del circolo ricreativo Montecitorio riservato ai deputati, qualcosa finalmente si muove.
Dal 1 gennaio 2012 il ristorante si trasforma in self-service, come una normale mensa aziendale, con l'obiettivo di pareggiare i conti tra incassi e spese, in modo da non dover pagare noi cittadini anche una parte del conto del pranzo e delle cene dei deputati.

Probabilmente i questori vogliono evitare la sovrapposizione che invece si è creata al Senato dove è ormai particolarmente diffuso l' imboscamento dei senatori nella mensa aziendale dei dipendenti, per aggirare gli aumenti fissati da quest'anno.

Succederà davvero? Non ci resta che aspettare il 1 gennaio per scoprirlo.

sabato 29 ottobre 2011

7 euro per un pranzo completo al senato? e i senatori si imboscano...

Da qualche giorno gira in rete il "menù del Senato", dove sono riportati i prezzi del ristorante al quale hanno accesso solo i senatori. In verità lo scontrino si riferisce invece al ristorante-veloce, cioè la mensa a disposizione del personale che lavora all'interno del Senato. Il ristorante dei senatori, dopo la polemica dei mesi scorsi sui prezzi particolarmente bassi, ha imposto un radicale innalzamento dei prezzi, rientrando nei prezzi di mercato del centro di Roma: si arriva a pagare anche 12 euro per un primo e fino a 26/30 euro per i secondi piatti. Risultato? crollo dei coperti, fuga generalizzata, il ristorante sempre desolatamente vuoto. Ecco invece spuntare tra i commessi e i portaborse del senato, qualche volto "nuovo" con il vassoio in mano: quindicimila euro non gli bastano. Pure gli imboscati ora si mettono a fare. 


sabato 8 ottobre 2011

Mentre tagliano le spese sanitarie, chiudono gli ospedali e aumentano i ticket, ecco invece il documento riservato sulla sanità per i deputati

Da alcuni mesi circola in rete una e-mail con una velocità impressionante riguardante gli stipendi, le spese sanitarie gratuite e altri benefit a disposizione dei deputati.
Il testo del messaggio contiene diverse inesattezze e si conclude con l'invito ad appoggiare una fantomatica campagna referendaria che purtroppo però non ha mai visto la luce nella realtà concreta.
Qui invece giro in rete un documento riservato che il "Centro Servizi per le Competenze Parlamentari" consegna ad inizio legislatura ad ogniparlamentare.
L'onorevole così potrà venire a conoscenza che ogni anno può "acquistare" a costo zero un paio di occhiali da sole, una vacanza all-inclusive in una località termale, cure omeopatiche, massaggi e finanche una una dentiera d'oro per lui o qualsiasi suo familiare con un tetto di spesa in questo caso di oltre 25.000 euro!
L'assistenza sanitaria, dicono i questori della Camera, è completamente a carico dei deputati: è vero, ma la copertura viene pur sempre dal lauto stipendio che a fine mese riceve costui dalla collettività. 
In altre parole il trucco consiste nel tagliare l'importo netto dell'indennità - come avvenuto recentemente - e gonfiare queste voci nascoste nello stipendio lordo.
Dopo l'aumento dell'indennità di missione, mettete in conto anche questo.
Una ragione in più, qualora ce ne fosse ancora bisogno, per scendere in piazza il 15 ottobre sotto i palazzi del potere. L'indignazione dilaga in tutto il mondo, da New York a Madrid, da Tunisi a Tel Aviv: in Italia non si riesce a respirare il vento di ribellione  edi libertà che scuote in mondo intero, chiusi e soffocati dal controllo e dalla censura dei mass-media, dal siparietto della politica istituzionale, dei suoi scandali, dei suoi falsi litigi, della connivenza partitocratica tipica dei sistemi bipolari.
Intanto con la crisi in corso, i ricchi spostano i loro capitali nei paradisi fiscali e le famiglie non riescono più ad arrivare a fine mese. In questo modo i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Il 15 ottobre un milione di persone scenderanno in piazza per dire questo : la crisi voi l'avete provocata e voi ve la pagate.

domenica 2 ottobre 2011

La Lega Nord ripristina maxi-diaria per i deputati in missione

Il meccanismo è ormai ben collaudato: si annunciano i tagli ai privilegi della casta, i soliti faccioni corrono in televisione per dire che loro hanno tagliato i costi della politica, poi sottobanco li ripristinano ficcandoli dentro i provvedimenti-contenitore.
La senatrice della Lega Nord Rossana Boldi ha inserito così nel testo della Legge Comunitaria la diaria per le missioni dei parlamentari e dei funzionari ministeriali all’estero: tagliata dalla finanziaria del 2010, la maxidiaria di 200 euro al giorno ritorna a rimpinguare le tasche e i conti correnti dei parlamentari e dei funzionari ministeriali.
E' bene ricordare come la diaria giornaliera è aggiuntiva al rimborso previsto per le spese di vitto e alloggio, i cui parametri sono stati innalzati dal ministro degli esteri Frattini alla luce del taglio della diaria.
Oltre il danno la beffa...per noi, non certo per loro!

Spider Truman
‎"L'ignoranza è forza, la guerra è pace, la libertà è schiavitù" (G.Orwell)

mercoledì 7 settembre 2011

voto finale manovra economica: i parlamentari tagliano i tagli alle loro indennità

ART.13 QUESTO ERA IL TESTO ORIGINARIO.
COMMA 1: CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA'
COMMA 2: TAGLI DEL 50% PER I DEPUTATI CON DOPPIA ATTIVITA' LAVORATIVA.
Art. 13 Trattamento economico dei parlamentari e dei membri degli altri organi costituzionali.
1.  ai membri degli organi costituzionali si applica, senza effetti a fini previdenziali, una riduzione delle retribuzioni o indennità di carica superiori a 90.000 Euro lordi annui in misura del 10 per cento per la parte eccedente i 90.000 euro e fino a 150.000 euro, nonchè del 20 per cento per la parte eccedente 150.000 euro.
2.  l'indennità parlamentare è ridotta del 50 per cento per i parlamentari che svolgano qualsiasi attività lavorativa per la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15 per cento dell'indennità medesima. La riduzione si applica a decorrere dal mese successivo al deposito presso la Camera di appartenenza della dichiarazione annuale relativa ai redditi delle persone fisiche di cui alla legge 5 luglio 1982, n. 441 dalla quale emerge il superamento del limite di cui al primo periodo.


ECCO IL TESTO DEFINITIVO CONTENUTO NEL MAXIEMENDAMENTO SUL QUALE IL GOVERNO OGGI HA POSTO LA FIDUCIA
COMMA 1: CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' PER SOLI TRE ANNI
COMMA 2: TAGLI DAL 20 AL 40% PER I DEPUTATI CON DOPPIA ATTIVITA' LAVORATIVA.
Art. 13 Trattamento economico dei parlamentari e dei membri degli altri organi costituzionali.
al comma 1 sono aggiunte le seguenti: "per gli anni 2011, 2012e 2013" e dopo le parole: «organi costituzionali», aggiungere le seguenti: «, fatta eccezione per la Presidenza della Repubblica e la Corte Costituzionale». al comma 2 lettera a) è sostituita dalla seguente: "Ai parlamentari che svolgano qualsiasi attività lavorativa per la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15 per cento dell'indennità parlamentare la riduzione dell'indennità di cui al comma 1 si applica in misura del 20 per cento per la parte eccedente i 90.000 euro e fino a 150 mila euro, in misura del 40 per cento per la parte eccedente i 150 mila euro. La riduzione si applica con le medesime decorrenza e durata di cui al comma 1".


lunedì 5 settembre 2011

Piscine, palestre, campi da tennis: il "circolo Montecitorio" al Foro Italico, riservato ai deputati

Piscine, campi da tennis, palestre, ristorante.
Benvenuti al circolo Montecitorio.
Però il benvenuti non è rivolto a tutti.
L'iscrizione al circolo è esclusivamente riservata a parlamentari, ex parlamentari, funzionari e dipendenti della camera, portaborse regolarmente assunti e giornalisti accreditati presso la Camera dei Deputati.
Insomma devi avere l'accesso a Palazzo Montecitorio per poter accedere al Circolo Montecitorio.
L'indirizzo della struttura è via dei Campi Sportivi n.5, in zona Acqua Acetosa, ma sappiate che un rigido controllo impiedirà a qualsiasi intruso di accedere alla struttura.
La struttura è un luogo di incontro riservato, a disposizione dei deputati anche nelle ore serali per feste e festini  "esclusivi". La quota mensile di iscrizione al circolo per i deputati e gli ex deputati è 22 euro (a fronte dei 14.000 che guadagnano al mese) mentre gli esterni per accedere devono essere presentati da qualche deputato e versare quote molto più consistenti.  Va però apprezzato lo sforzo di trasparenza: esiste infatti finanche un sito internet del circolo dove è possibile avere informazioni dettagliate sulla struttura,  sul regolamento interno e finanche l'accesso libero alla bacheca dove deputati e funzionari affittano ville, vendono motoscafi e auto di lusso.
Il sito in verità sembra realizzato in modo particolarmente antiquato, nel linguaggio base dell'html. Possiamo però fare una scommessa:  secondo voi, dopo questo post,  il sito http://www.circolomontecitorio.it/  per quanto tempo ancora sarà ancora raggiungibile?
Piuttosto che il sito, bisognerebbe chiudere la struttura: costata negli anni svariati milioni di euro di denaro pubblico, da un pò di tempo si nota un progressivo degrado, parallelo probabilmente al degrado della nostra casta politica.
Del resto un tempo al Circolo Montecitorio si  incontravano Aldo Moro, Enrico Berlinguer, Sandro Pertini, oggi ci sono le giovani deputate elette per le loro prodezze nel bunga-bunga, gli Scilipoti vari che si aggirano alla Camera con il cartello al collo "vendesi".
Contro questo parlamento di nani e ballerine, contro questo governo di truffatori e faccendieri, contro una casta di corrotti e corruttori, si avvicina il  tempo della vendetta, il giorno dell'indignazione.

sabato 3 settembre 2011

un testo che gira in rete sui benefici parlamentari: alcune correzioni dovute

Dal 2002 circola un appello che parla di un articolo apparso "sull'Espresso di questa settimana", secondo il quale il Parlamento avrebbe votato all'unanimità un aumento di stipendio camuffato "in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali". L'appello elenca poi le cifre spettacolari dei privilegi dei parlamentari.
Le cifre sono false. I parlamentari hanno sì numerosi privilegi, ma non quelli elencati dall'appello, che risale a otto anni fa ed è quindi largamente obsoleto.

sabato 13 agosto 2011

Ecco le presunte 50.000 poltrone che il governo si appresta a tagliare: i soliti bugiardi.

Ridicolo, patetico e falso il capitolo sui tagli ai costi della politica nel decreto varato ieri in consiglio dei ministri. Altri 45 miliardi di euro che verranno fuori ancora una volta dalle tasche degli italiani, con nuove tasse, licenziamenti, tagli ai servizi, alla spesa sociale, tagli agli stipendi e alle pensioni.
Chiuderanno scuole, ospedali, mense, asili nido, trasporti locali, uffici pubblici.
Chiuderanno l'Italia.
Per loro però la pacchia continua, sebbene ammantata dietro un velo di falsità e demagogia.
Ci dicono che d'ora in poi viaggieranno a spese dello stato solo in "classe economica": peccato che i viaggi gratis di cui possono beneficiare i parlamentari sono unicamente i voli nazionali, sui quali da anni è stata abolita la "business class" (per andare all'estero in business class continueranno a utilizzare il vecchio trucco delle millemiglia di cui avevo parlato qui qualche settimana fa: http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/07/non-solo-per-loro-come-far-viaggiare.html) .
Il messaggio più patetico è del grondasangue Berlusconi che ha avuto la faccia tosta di raccontare a reti unificate la bugia più mastodontica: "abbiamo tagliato 50.000 poltrone".
Se andiamo a vedere nel dettaglio di cosa parliamo, ci accorgiamo che più che poltrone si tratta degli sgabelli. Gli sgabelli più infimi e insignificanti, non certo le loro poltrone.
Nel decreto di parlare dell'azzeramento di 1500 comuni con meno di 1000 abitanti, comuni nei quali decine di migliaia di consiglieri comunali incassano con i gettoni di presenza dai 9 (nove) ai diciotto (diciotto!) euro al mese, a seconda del numero di sedute consiliari.
Il totale del risparmio per lo stato sarà quindi di 300.000 euro al mese, briciole che il Silvio Berlusconi che guadagna 40.897.004 euro potrebbe tranquillamente regalare allo stato per fermare l'emorragia di sangue che gronda dal suo cuore.
Sulle province il discorso è diverso: da sempre luogo di prepensionamento per i politici nostrani , ogni parlamentare combatterà strenuamente per difendere il proprio feudo provinciale.
Con una maggioranza risicata alla Camera, quante delle province annunciate realmente scompariranno?
Non credo che arriveranno a cancellare nemmeno una dozzina, quasi tutte al sud dove il ceto politico meridionale si accontenta di poco. Un mutuo sulla casa pagato, può anche bastare.

S. T.

Dopo il senato, anche il menù del ristorante della Camera, con prezzi un pò datati

Ripeto quanto già detto in merito al menù del ristorante del Senato. Anche in questo caso si tratta di un menù un pò datato, ritornato a circolare in rete negli ultimi giorni. Nel 2009 i prezzi dei tre ristoranti della Camera dei Deputati (ai quali possono accedere non solo i parlamentari, ma anche i cronisti parlamentari: della serie, cercano di comprare il silenzio a suon di orata e pesce spada)  sono vertiginosamente  aumentati, insieme a quelli della cosiddetta buvette, (http://qn.quotidiano.net/politica/2008/09/01/115211-carovita_entra_alla_camera.shtml) cioè il bar posto all'estremità del corridoio centrale della Camera, conosciuto con il nome di Transatlantico forse perchè da sempre frequentato da branchi affamati di pescecani .  Infatti, le stesse pietanze riportate su questo menu' oggi costano alla Camera dei Deputati "almeno", udite udite, 50 centesimi in più o addirittura un euro! Tra le novità emerse nell'ultimo bilancio della Camera, la chiusura del ristorante a Palazzo San Macuto.
Si tratta di uno sfarzoso ristoranteche coin tanto di cuochi, camerieri, servizi vari che avrà sfornato in media negli ultimi anni dai 2 ai 20 pasti al giorno! Posto particolarmente ambito dai lavoratori della società che gestisce la ristorazione perchè notoriamente puoi addormentarti sul luogo di lavoro senza che nessuno si lamenti.
Ebbene dall'anno prossimo si chiude!
Ai 2 o 3 deputati che mangiavano al ristorante di San Macuto, l'estremo sacrificio di dover fare 500 metri (a piedi ma spesso anche in auto blu) per raggiungere i ristoranti di Palazzo Montecitorio.

S.T.

giovedì 11 agosto 2011

Il vecchio menù del ristorante del Senato e i nuovi prezzi della Camera.

Per una questione di correttezza e di onestà, volevo semplicemente far presente che il menù qui riportato (pubblicato alcuni giorni fà su l'Espresso e ripreso da vari siti) risale in verità almeno ad un paio di anni fà.  Nel 2009 i prezzi dei ristoranti (ai quali possono accedere non solo i parlamentari, ma anche i cronisti parlamentari: della serie, cercano di comprare il silenzio a suon di orata e pesce spada) sia alla camera che al Senato,  sono vertiginosamente  aumentati, insieme a quelli della buvette (http://qn.quotidiano.net/politica/2008/09/01/115211-carovita_entra_alla_camera.shtml) . Infatti, le stesse pietanze riportate su questo menu' oggi costano alla Camera dei Deputati "almeno", udite udite, 50 centesimi in più! Oggi dal presidente del Senato Renato Schifani arriva la conferma, come già nel 2009 fece la presidenza della Camera, di un innalzamento dei prezzi del ristorante. Vedrete che dall'anno prossimo gli toccherà pagare altri 50 centesimi in più.
La speranza, anche in questo caso, è che gli vada tutto di traverso!

s.t.

martedì 9 agosto 2011

Costi della politica. tutti i tagli che si possono fare subito

Mentre la crisi economia imperversa, loro sono comodamente a bordo piscina nelle loro ville in Costa Smeralda.
Ci hanno detto e ridetto che bisogna fare i sacrifici, tutti devono fare i sacrifici. Tranne loro.
Siamo tutti sulla stessa barca, lo ripetono ossessivamente.
Peccato che su quella barca loro sono sulle sdraio a prendere il sole, mentre milioni di persone remano e sudano tutto il giorno.
I piccoli risparmiatori, illusi dalle sirene della finanza, bruciano in pochi giorni i loro risparmi, mentre nei piani alti dei palazzi del potere sono tutti ben coperti con "future" e posizioni ribassiste: già da tempo informati della tempesta finanziaria, festeggiano nelle loro ville e sui loro yacht i milioni di euro che ogni giorno guadagnano con il crollo della borsa. 
E così i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
E la politica parallelamente diventa sempre più debole nei confronti dei forti e sempre più forte nei confronti dei deboli.
Informare per spezzare queste catene di illusione e di sudditanza, è il primo passo da fare.
Vi giro quest'articolo di Stella e Rizzo, pregandovi di farlo circolare.
Ringrazio Marco di Roma per la segnalazione.
Aggiungo, come suggeriscono in tanti nei commenti, che la prima cosa da tagliare subito sarebbero le loro teste. 
Spider Truman



Costi della politica: tutti i tagli  che si possono fare subito

Vogliono la fiducia dei cittadini in questo momento nero? Se la guadagnino. Il governo, la maggioranza e la stessa opposizione non possono chiedere un centesimo agli italiani senza parallelamente (anzi: prima) tagliare qualcosa di loro. Conosciamo l'obiezione: non sarà un taglio di 1000 euro dallo stipendio reale (l'indennità è solo una parte) di deputati e senatori a risolvere il problema. Perfino se tutti fossero condannati a lavorare gratis risolveremmo un settemillesimo della manovra. Vero. Ma stavolta non hanno scelta: è in gioco la loro credibilità.
Per partire devono aver chiaro un punto: il perfetto è nemico del bene. In attesa di una ridefinizione generale dello Stato (campa cavallo) certe cose si possono fare subito. Alcune simboliche, altre di sostanza.
 
Sono stati presentati nove progetti di legge, dall'inizio della legislatura, per ridurre o addirittura dimezzare il numero dei parlamentari. Da destra, da sinistra... Dove sono finiti? Boh... Sono tutti d'accordo, a parole? Lo facciano, quel taglio. Senza allegarci niente. Sennò finisce come sempre finisce: la sinistra ci aggancia una cosa inaccettabile dalla destra, la destra ci aggancia una cosa inaccettabile dalla sinistra. E tutto resta come prima. Esattamente il giochino della riforma bocciata al referendum del 2006, che vedeva sì una modesta riduzione da 630 a 518 deputati, da 315 a 252 senatori (non il dimezzamento sbandierato: quella è una frottola) ma anche uno svuotamento dei poteri del Quirinale e un aumento dei poteri del premier. Dettagli che garantivano la bocciatura: la sinistra non l'avrebbe votato mai. Vogliono ridurre davvero? Trovino un accordo e lo votino tutti insieme: non servirà neanche il referendum confermativo. Sennò i cittadini sono autorizzati a pensare che sia solo propaganda. Come propaganda appare per ora la mega-maxi-super-riforma votata dal Consiglio dei ministri il 22 luglio. Se era così urgente perché non risulta ancora depositata e non se ne trova traccia neanche nel sito di Palazzo Chigi? Era sufficiente l'annuncio stampa? Forse erano più urgenti le vacanze.
 
Non si possono abolire subito le province senza ripartire parallelamente le competenze e i dipendenti? Comincino a toglierle dal tabù della Costituzione e a sopprimere quelle che hanno come capoluogo la capitale regionale destinata a diventare area metropolitana o non arrivano a un numero minimo di abitanti.
 
Vogliono inserire il pareggio di bilancio nella Costituzione? Inizino col riconoscere, concretamente, che la cosa oggi più lontana dal pareggio sono le pensioni dei parlamentari: alla Regione Lazio i contributi versati sono un decimo di quanto esce per i vitalizi. Alla Camera e al Senato un undicesimo. Al netto dei reciproci versamenti addirittura un tredicesimo. Immaginiamo la rivolta: non si toccano i diritti acquisiti! Sarà, ma quelli dei cittadini sono già stati toccati più volte.
Deve partire una stagione di liberalizzazione? Partano introducendo una regoletta esistente nei Paesi più seri: un deputato pagato per fare il deputato può far solo il deputato. Un caso come quello di Antonio Gaglione, il parlamentare pugliese espulso dal Pd per avere bucato il 93% delle sedute e così assenteista («preferisco fare il medico»), da bigiare addirittura il passaggio chiave del 14 dicembre scorso che vide Berlusconi salvarsi per pochissimi voti dalla mozione di sfiducia, in America è impensabile. E così quelli dei tanti avvocati (uno su sette alla Camera, uno su sette al Senato) e professionisti di ogni genere che pretendono di fare l'una e l'altra cosa. Dice uno studio de «lavoce.info» che un professionista che continua a fare il suo lavoro anche dopo l'elezione «bigia» in media il 37% in più degli altri parlamentari. Basta.
 
Negano di intascare i soldi destinati ai collaboratori non messi in regola e pagati in nero? La riforma è già pronta e depositata: il deputato o il senatore fornisce al Parlamento il nome del collaboratore di fiducia e questi viene pagato direttamente dal Parlamento. Ed ecco che l'«equivoco infamante» su certe furbizie sarebbe all'istante risolto.
 
Il vero cambiamento, però, quella rivoluzionario, sarebbe la decisione di spalancare finalmente le porte alla legittima curiosità dei cittadini. Massima trasparenza: quella sarebbe la svolta epocale. Se un americano vuole vedere se «quel» deputato che si batte per la ricerca farmaceutica ha avuto finanziamenti, commesse, incarichi professionali da un'azienda di prodotti farmaceutici va su Internet e trova tutto. Se un tedesco vuol sapere se «quel» deputato ha guadagnato dei soldi fuori dal Parlamento e in che modo, va su Internet e trova tutto. Se un inglese vuole conoscere i nomi di chi quel giorno ha viaggiato su quel volo blu dal 1997 ad oggi o quanto spendono a Buckingham Palace per le bottiglie di vino va su Internet e trova tutto.
 
Da noi per avere le sole dichiarazioni dei redditi dei parlamentari un cittadino di Vipiteno o di Capo Passero deve andare a Roma, presentarsi in un certo ufficio della Camera o del Senato, dimostrare di essere iscritto alle liste elettorali e poi accontentarsi di sfogliare un volume senza manco la possibilità di fare fotocopie. Per non dire del Quirinale dove ogni presidente, per quanto galantuomo sia, pur di non smentire la cautela del predecessore, mantiene riservato il bilancio del Colle limitandosi a dare delle linee generali. Che magari sono sempre meno oscure ma certo sono lontanissime dalla trasparenza britannica.
Cosa risparmieremmo? Moltissimo. Un solo esempio: sapere che il passaggio dato su un volo di Stato a una ballerina di flamenco finirebbe all'istante sui giornali, spingerebbe automaticamente a ridurre se non a eliminare del tutto certi «piacerini». Lo stesso vale per certi voli elettorali vietati, come ricorda una dura polemica sui giornali, anche in Turchia. Il governo, la maggioranza e l'opposizione (per quanto possa incidere) ritengono di avere, sui costi della politica, la coscienza a posto? Pensano di avere tagliato il massimo del massimo e che non si possa tagliare di più? Mettano tutto online. Con un linguaggio non inespugnabile. Ma soprattutto, vale per la destra e per la sinistra, la smettano una volta per tutte di gettare fumo fingendo di fare confusione (confusione voluta, ipocrita, pelosa) tra il qualunquismo, la demagogia e il diritto di sapere dei cittadini. Che sudditi non sono.
 
Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella
08 agosto 2011

giovedì 4 agosto 2011

Piscine,palestre,tennis: il "circolo Montecitorio" riservato ai deputati

Piscine, campi da tennis, palestre, ristorante.
Benvenuti al circolo Montecitorio.
Però il benvenuti non è rivolto a tutti.
L'iscrizione al circolo è esclusivamente riservata a parlamentari, ex parlamentari, funzionari e dipendenti della camera, portaborse regolarmente assunti e giornalisti accreditati presso la Camera dei Deputati.
Insomma devi avere l'accesso a Palazzo Montecitorio per accedere al Circolo Montecitorio.
L'indirizzo della struttura è via dei Campi Sportivi n.5, in zona Acqua Acetosa, ma sappiate che un rigido controllo impiedirà a qualsiasi intruso di accedere alla struttura.
La struttura è un luogo di incontro riservato, a disposizione dei deputati anche nelle ore serali per feste e festini "esclusivi". La quota mensile di iscrizione al circolo per i deputati e gli ex deputati è 22 euro (a fronte dei 14.000 che guadagnano al mese) mentre gli esterni per accedere devono essere presentati da qualche deputato e versare quote molto più consistenti.  Va però apprezzato lo sforzo di trasparenza: esiste infatti finanche un sito internet del circolo dove è possibile avere informazioni dettagliate sulla struttura, sui prezzi del ristorante, sul regolamento interno e finanche l'accesso libero alla bacheca dove deputati e funzionari affittano ville, vendono motoscafi e auto di lusso.
Il sito in verità sembra realizzato in modo particolarmente antiquato, nel linguaggio base dell'html. Possiamo però fare una scommessa:  secondo voi, dopo questo post,  il sito http://www.circolomontecitorio.it/  per quanto tempo ancora sarà ancora raggiungibile?
Piuttosto che il sito, bisognerebbe chiudere la struttura, che negli ultimi decenni è costata qualche milione di euro di denaro pubblico ma da un pò di tempo si nota un progressivo degrado, parallelo probabilmente al degrado della nostra casta politica.
Del resto un tempo al circolo montecitorio si  incontravano Andreotti, Berlinguer, Fanfani, oggi ci sono i vari Scilipoti, gli altri  nani e le tante ballerine che riempiono i banchi del nostro parlamento.

martedì 2 agosto 2011

L'ipocrisia della casta: il bilancio truffa della Camera dei Deputati

In queste ore è in discussione a montecitorio il conto consuntivo e il progetto di bilancio della Camera dei Deputati.
Su giornali e televisioni già scalpitano per annunciare un fantomatico taglio di 150 milioni di euro che la Camera restituirà allo stato come risultato della politica di risparmi portata avanti in questi anni e da realizzare negli anni successivi.
Si tratta solo di pura propaganda, per cercare di arginare il sentimento di odio nei confronti della classe politica italiana che dilaga nel paese.
Il trucco, ben noto ai manager di stato, è quello di gonfiare i bilanci previsionali, in modo da "conquistare" un saldo positivo al momento della presentazione del bilancio consuntivo.
Ma la Camera non è Alitalia e qui i deputati possono dire e spendere quello che vogliono, perchè non esiste alcun organismo di controllo che possa vigilare sui loro conti.
Ad esempio si possono permettere di pagare 11 per incassare 138.
Prendiamo il caso ben noto degli assegni vitalizi.
Qualsiasi istituto o sistema previdenziale con queste cifre sarebbe andato in default, i suoi vertici licenziati, i suoi bilanci commissariati.
Loro invece si possono permettere anche questo:
Cap. 10  - Spese per Assegni vitalizi: 138.200.000 euro
Cap. 30 -  Entrate contributi per assegni vitalizi: 11.235.000 euro
Parliamo degli stessi personaggi che periodicamente pretendono e impongono attraverso le loro leggi antipopolari, l'innalzamento dell'età pensionabile.
Loro ci mettono 60 mesi per incassare la pensione, un lavoratore normale ci impiega 40 anni, un precario nemmeno in sogno gli potrà mai apparire questo fantasma d'altri tempi che si chiama pensione.

(.....segue)

sabato 30 luglio 2011

E Napolitano cerca di placare l'odio anticasta al modico prezzo di 68 euro

La notizia del giorno è "sensazionale": Napolitano ha deciso di rinunciare all'aumento dello stipendio presidenziale. Un gesto di pura propaganda: il Presidente della Repubblica rinuncia a 68 euro, gli restano al "povero" inquilino del Quirinale all'incirca dodicimila euro mensili.
Alle sue dipendenze ci sono 250 corazzieri e una mandria di 70 cavalli irlandesi, ognuno dei quali guadagna (o meglio, si spende per il suo mantenimento) più del doppio di un impiegato statale di medio livello.
Paese strano il nostro, se un cavallo guadagna il doppio di un essere umano.
Ma in verità anche i 1310 esseri umani che lavorano alle dipendenze del Quirinale non si possono lamentare, godendo di stipendi base maggiorati rispetto agli altri dipendenti pubblici, oltre a beneficiare di indennità di incarico, indennità di guida, indennità di cassa, indennità meccanografica, indennità informatica, indennità di alloggio.
In merito ai risparmi annunciati sulle spese della Presidenza, i 15 milioni previsti arriveranno semplicemente attraverso i pensionamenti: nessun sacrificio, semplicemente i vari Stefano Valbonesi - l'orologiaio che ogni mattina deve ricaricare a mano gli orologi di un tempo di cui il Quirinale è pieno - vanno in pensione. Può darsi che Gaetano Gifuni (è ancora lì dopo 20 anni, oggi segretario generale onorario della Presidenza della Repubblica malgrado il processo che lo vede coinvolto sugli sperperi dei fondi e sulle residenze presidenziali concesse ai parenti) abbia scoperto gli orologi a batteria!

Spider Truman

lunedì 25 luglio 2011

Marchionne chiede sacrifici agli operai FIAT e regala maxisconti ai deputati

A Pomigliano, Mirafiori, Termini Imerese, Melfi, la musica é sempre la stessa: Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Group con uno stipendio di 7 milioni di euro l'anno, dispensa a migliaia di lavoratori lettere di licenziamento o cassintegrazione.
Ai deputati invece maxisconti fino al 30% per l'acquisto di autovetture Fiat, ai quali si sommano gli ulteriori sconti che i dis/onorevoli acquirenti possono con facilità strappare dai singoli concessionari.
In tanti non possono permettersi l'acquisto di un'auto nuova: tra questi certamente non ci sono i parlamentari.

venerdì 22 luglio 2011

un conto corrente in paradiso

Carte di credito GOLD a zero spese, conti correnti a zero spese, tassi di interesse stratosferici.
E' il banco di napoli che vi offre queste condizioni straordinarie, ma solo uno sportello in tutt'Italia, lo sportello ROMA 01.
Benissimo, ora cercate l'indirizzo è recatevi lì.
La filiale si trova in piazza montecitorio.
Ti avvicini all'entrare di un mastodontico palazzo, ci sono due carabinieri e altri vigilantes privati che ti ostruiscono l'accesso.  Non puoi entrare nel palazzo,  se non conosci nessuno.
Se invece hai una qualche pur minima conoscenza, un commesso, un portaborse, un giornalista, un deputato addirittura, allora il gioco è fatto.
Non è un caso che tutti coloro i quali hanno libero accesso alla Camera dei Deputati, hanno un conto corrente presso quello sportello: chissà come mai!
Si è vero: anch'io ho aperto un conto corrente una decina di anni fà (in allegato le condizioni del conto corrente e della carta di credito) poi sono andato via da Roma e mi son dovuto rivolgere, come ogni comune mortale, all'usura legalizzata delle banche "normali".

Tribuna d'Onore? ma quale onore....


Ammettiamo che pure che i treni, l'autostrada, gli aerei gratis servono al deputato per muoversi per tutto il territorio nazionale al fine di poter esercitare il proprio mandato parlamentare liberamente (e gratuitamente!). Ma qualcuno è in grado di spiegarmi quale sarebbe l'esercizio delle funzioni parlamentari che costoro dovrebbero svolgere attraverso l' "accesso alle Tribune d'Onore in tutte le manifestazioni sportive che si svolgono in Italia".
Non possono pagare il biglietto allo stadio, come tutti  noi comuni mortali??
In questo caso non si tratta di risparmiare qualche milioncino di euro, qui si tratta di avere un briciolo di dignità: riconsegnate queste tessere, invece di fare comunicati stampa dalla Camera dei deputati per balbettare qualche smentita.


spider truman

lunedì 18 luglio 2011

La bacchetta magica dell'immunità "stradale" per amici e parenti.

Quello che vedete in questa foto è il permesso ZTL della Camera dei Deputati. Sullo sfondo c'è un articolo di ieri sul tema della casta e dei suoi costi.
Pubblico il permesso ZTL qui per due motivi. Descrivere il potere magico che incarna quel cartoncino, ma anche e soprattutto per rispondere alle critiche di chi ritenga che alcune notizie qui riportate sia possibile ritrovarle anche in qualche libro di denuncia sui costi della politica.
Se ciò può anche essere parzialmente vero (non ho letto la sterminata bibliografia in merito, ma credo che le nefandezze sono sempre le stesse e prima o poi escono fuori: tutto sta nella capacità di lor signori di nascondere e insabbiare la verità), tuttavia certamente non danno in omaggio con il libro il permesso ZTL Camera dei Deputati!!
Ma cos'è questo cartoncino magico?
Quello che in apparenza sembra uno dei tanti semplici contrassegni per accedere nelle aree a traffico limitato del centro di Roma, è invece una bacchetta magica
in grado di rivestire non solo il conducente ma anche l'auto di una qualità molto ricercata negli ambienti di Montecitorio: l'impunità.
Tutor e autovelox, vigili e poliziotti, divieti e sanzioni, nulla possono fare contro questo potente sortilegio.
Qui non parliamo delle auto blu, per quelle già era scontato: i tagliandi vanno posti invece su una qualsiasi altra auto a discrezione di ogni deputato.
Che sia il suv del suo bamboccione o l'auto dell'amante, poco importa.
A volte succede che il figlio bamboccione (sembra incredibile ma ho conosciuto diversi figli di deputati, cretini almeno quanto Renzo Bossi: chissà se faranno anche loro carriera politica) venga pizzicato dall'autovelox a 180km/h sull'autostrada o con l'auto parcheggiata nel bel mezzo di una isola pedonale.
Poco importa.
Ci sarà sempre un servo dei servi, come il sottoscritto, a cui consegnare multe e verbali.
Costui sa già quel che bisogna fare: raccomandata A/r a Sua Eccellenza Illustrissimo Gentilissimo Prefetto....si comunica che in data x all'ora x...bla bla bla.... il sottoscritto travolgeva un'anziana sulle strisce (questa è una battuta, per carità)....improrogabili impegni istituzionali (la discoteca del bamboccione, l'appuntamento con l'amante, lo shopping della figlia)...esercizio delle sue funzioni.....cordiali saluti....on.dott.ing.Cettolaqualunque.
In allegato al ricorso, lo schiavo non deve far altro che allegare la fotocopia del permesso ZTL Camera dei Deputati, che reca il numero di targa del veicolo incriminato, e il gioco è fatto!
Veniamo al secondo motivo della foto.
Si tratta di un vecchio permesso scaduto (il nuovo è sempre sul parabrezza dell'auto del figlio, almeno credo) che metto su internet non solo e non tanto per raccontarvi di questi oscuri sortilegi postmoderni, ma anche perchè all'oggi non credo che questo tagliando sia uscito in omaggio con qualche libro.