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mercoledì 16 novembre 2011

politici e banchieri: chi e come guadagna di più? e perchè evitare di affidarsi ciecamente a costoro?

Conviene fare il banchiere, non c'è dubbio.
Perchè "accontenarsi" del "misero" stipendio e vitalizio parlamentare, quando puoi guadagnare 30 volte di più?
A differenza dell' "impegnativo" lavoro parlamentare dal martedì al giovedì, puoi invece fabbricare letteralmente i soldi senza fare null'altro che spostarli, movimentarli.
Per i comuni mortali il gioco è fin troppo noto: l'interesse sui depositi è del 2% quello sui mutui è dell'8%.
Ma i signori dell'Euro, quelli che ora hanno commissariato e preso in mano direttamente le redini del nostro paese, hanno studiato e implementato la conformazione economico-giuridica della Moneta Unica per ingigantire questo meccanismo a livello macroeconomico.
Non c'è più bisogno che tu vada in banca a depositare soldi o a contrarre un mutuo.
Lo farà il tuo stato per nome e per conto tuo.
Il meccanismo si regge su un cavillo apparentemente secondario, che è invece il punto nevralgico della crisi economica che ha investito in questi anni Eurolandia: alla Banca Centrale Europea è vietato l'acquisto diretto di titoli di stato.
In pratica quello che quotidianamente la Federal Reserve fa negli USA, la Banca Centrale in Inghilterra e in ogni altro rispettivo paese del mondo, è vietato nei paesi dell'Euro.
Cosa comporta questo?
Comporta che le banche gestite da questi signori con gli stipendi a sei zeri, si fanno una palata di soldi al giorno senza fare assolutamente nulla, anzi quasi nulla: prendono a prestito i soldi dalla BCE all’1,25% e poi li prestano all’Italia al 7%.
Più parassiti di questi, non se ne trovano in giro.
Per risolvere la crisi economica basterebbe che la BCE - oltre a prestare i soldi alle banche - li prestasse direttamente anche agli stati membri, cioè comprasse direttamente i titoli degli stati europei (e non come avviene oggi sul mercato secondario, arricchendo il suddetto

venerdì 26 agosto 2011

L'evasore Sergio "Minchionne" paghi le tasse prima di parlare.

L'ad della Fiat Sergio Marchionne ci comunica urbi et orbi il suo sostegno alla discesa in campo di Montezemolo.
E' solo l'ultima esternazione di un signore che guadagna da solo quanto un ramo del parlamento e che non si accontenta di fare il top manager che più top non si può. Pensare solo ai soldi, alla Borsa, a come spremere meglio i lavoratori, può diventare attività alienante. Così Marchionne da tempo ormai dispensa agli italiani con grande spocchia lezioni un pò su tutto. Ormai ci siamo abituati a leggere e ascoltare le dichiarazioni e gli ultimatum che rilascia con il tono e il ruolo da papà severo. Marchionne rifila a 360 gradi paternali da tecnocrate internazionale:  il moralista che sferza il lassismo popolare, che ci richiama al senso del dovere, all'etica del lavoro e della responsabilità, che ci prende a calci in culo ma a fin di bene, per renderci competitivi ecc. ecc.
Quello che però è incredibile è che nessun editorialista italiano sottolinei una cosa banale, un segreto che tale non è come quasi tutto ciò che ha a che fare con il potere e la sua arroganza: ma da quale pulpito parla Marchionne?
Sulla base di quale autorità morale ci rompe i coglioni? In base a quale comportamento di cittadino modello pretende di indicarci il nome del prossimo leader del paese? Ma chi è Marchionne?
La risposta è semplice: uno che, al contrario di milioni di onesti lavoratori italiani e extracomunitari, non paga un euro di tasse in Italia. Un furbetto che invece di risiedere a Torino e dintorni ha preso la residenza in Svizzera per evadere il fisco e poi viene a dettar legge ai lavoratori e alla politica tutta.
Dà l'idea del servilismo della stampa italiana che nessun editorialista blasonato si rivolga all'ad della Fiat con un invito alla decenza: caro Marchionne se vuole fare il fustigatore dei vizi italici cominci almeno a pagare le tasse in Italia!
L' "imboscato fiscale" Marchionne ricorderà sicuramente lo slogan della rivoluzione a stelle e strisce: no taxation without rappresentation. A lui si adatta perfettamente: prima di fare discorsi alla nazione paghi le tasse come fanno i suoi operai e impiegati.
La sacrosanta incazzatura che suscita la casta non dovrebbe mai farci dimenticare che vi è un'altra categoria ancor più perniciosa che quando scende in campo moltiplica per 100 i vizi della politica nostrana.
Visti i risultati di venti anni del miliardario Berlusconi in politica, adottiamo un altro riccone magari come leader dello schieramento antiberlusconiano. Il masochismo italico è talmente forte che non dubito che lo scenario possa concretizzarsi. Morto un miliardario se ne fa un altro...

lunedì 25 luglio 2011

Marchionne chiede sacrifici agli operai FIAT e regala maxisconti ai deputati

A Pomigliano, Mirafiori, Termini Imerese, Melfi, la musica é sempre la stessa: Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Group con uno stipendio di 7 milioni di euro l'anno, dispensa a migliaia di lavoratori lettere di licenziamento o cassintegrazione.
Ai deputati invece maxisconti fino al 30% per l'acquisto di autovetture Fiat, ai quali si sommano gli ulteriori sconti che i dis/onorevoli acquirenti possono con facilità strappare dai singoli concessionari.
In tanti non possono permettersi l'acquisto di un'auto nuova: tra questi certamente non ci sono i parlamentari.