giovedì 11 agosto 2011

siamo indignati, costruiamo l'alternativa. il 15 ottobre gli indignati in piazza

"Noi non ci limitiamo a indignarci, ma intendiamo darci da fare. Abbiamo in mente un mondo migliore del loro, e siamo pronti a mobilitarci per realizzarlo"


Noi siamo indignati. Siamo indignati contro i governi europei, che stretti tra la crisi e le politiche liberiste e monetariste imposte dalla Bce e dall’Fmi, accettano di essere esautorati delle funzioni democratiche per diventare semplici amministratori dei tagli della spesa sociale, delle privatizzazioni, della precarizzazione del mondo del lavoro e della costruzione di opere faraoniche, incuranti dell’ambiente e delle popolazioni. Siamo indignati perché le classi dirigenti continuano a proporci l’austerity per le popolazioni, mentre le rendite e i privilegi della finanza, dei grandi possidenti e della politica rimangono intonse, quando non crescono.
Siamo indignati in particolare contro il governo italiano, che ha deciso di rispondere alla crisi con una manovra i cui contenuti cambiano di ora in ora ma i cui pilastri restano sempre gli stessi: taglio ai servizi, privatizzazioni, attacco ai diritti dei lavoratori. Siamo indignati perché il governo ha deciso di abolire per decreto il diritto del lavoro, permettendo alle aziende di derogare ed eludere contratti e leggi, compreso l’art.18 dello Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, proseguendo sulla strada della cancellazione della libertà e della democrazia nei luoghi di lavoro.
Siamo indignati perché in questo modo si elimina la democrazia nei luoghi del lavoro e si estende a tutti i lavoratori il ricatto della precarietà, e della clandestinità per i migranti, con cui negli ultimi due decenni si sono livellati verso il basso i diritti e le condizioni di vita di migliaia di giovani, esclusi dal sistema di welfare e da ogni orizzonte di emancipazione.
precari
Siamo indignati perché poco più di 2 mesi fa abbiamo votato, insieme alla maggioranza assoluta del popolo italiano, per la ripubblicizzazione dell’acqua e per le energie rinnovabili, e ora vediamo il nostro governo riproporre esattamente le vecchie ricette basate sulla svendita dei beni e su un modello di sviluppo energivoro.

"ll nostro governo continua a impoverire la scuola pubblica, l’università e la ricerca, ignorando i milioni di studenti, dottorandi, precari, ricercatori"
Siamo indignati perché si potrebbe fare altro; perché vorremmo uscire dalla crisi attraverso un grande processo di innovazione, attraverso la costruzione di un nuovo modello di sviluppo che colga la sfida della riconversione ecologica dell’economia e di uno sviluppo sociale partecipato, basato sulla centralità dei saperi e dell’innovazione. Invece il nostro governo continua a impoverire la scuola pubblica, l’università e la ricerca, ignorando i milioni di studenti, dottorandi, precari, ricercatori che si sono mobilitati negli scorsi mesi e preferendo ascoltare la voce delle rendite baronali e dei profitti aziendali.
Siamo indignati perché i governi europei inseguono il dogma del pareggio di bilancio, cercando di far quadrare i conti della finanza, appesi come sono ai giudizi delle agenzie di rating o dei mercati di borsa, invece di fare i conti con le esigenze e i bisogni dei loro cittadini. Siamo indignati perché in questo modo non abbiamo più una reale sovranità democratica, che è affidata alle stesse élite finanziarie transnazionali che prima hanno generato la crisi, poi hanno chiesto di essere salvate dagli stati e ora vorrebbero far pagare il conto a noi, giustificando con lo stato di necessità dichiarato della crisi la privatizzazione della vita delle persone e della natura. Siamo indignati perché vediamo il serio rischio che a una vera alternativa al governo di Berlusconi e della Lega, si tenti di sostituire un’alternanza, fatta delle stesse politiche con maggioranze diverse, perché tutto cambi senza che in realtà nulla cambi.
E allora sappiamo che siamo indignati, ma indignarsi non basta. Il cambiamento non arriverà da sé. Ce l’hanno insegnato le vicende degli scorsi mesi: le grande battaglie per i saperi, le lotte dei lavoratori in difesa del contratto nazionale, i diritti e i beni comuni in Italia, le rivolte del Mediterraneo, ora la crescita di un sentimento di ribellione contro le manovre finanziarie insostenibili e tutto ciò che ci viene propinato in nome della crisi. Noi non ci limitiamo a indignarci, ma intendiamo darci da fare. Abbiamo in mente un mondo migliore del loro, e siamo pronti a mobilitarci per realizzarlo. Per il 15 ottobre in tanti stanno promuovendo appelli, discussioni pubbliche, verso la giornata internazionale “United for global change”.

"Connettere i fili della resistenza alla crisi, per immaginare e costruire un’alternativa"
Noi crediamo sia necessario aprire una discussione pubblica nel paese, tra tutti coloro che si stanno prodigando sulla mobilitazione internazionale del 15, ma anche e soprattutto con tutti coloro che pagano sulla loro pelle quanto sta accadendo. Vorremmo, iniziando dalla giornata di sciopero generale del 6 settembre, cominciare una consultazione ampia e trasversale, che raggiunga realtà sociali e di lotta, forze politiche e sindacali, movimenti e singole persone, per far sì che quella giornata sia una grande mobilitazione di tutti per l’alternativa, condivisa e partecipata.
Consultazione che vorremmo far proseguire con un’assemblea pubblica a Roma, sabato 24 settembre alle ore 10. Un’occasione importante per qualificare il profilo politico della manifestazione del 15 ottobre, ma anche per far incontrare le tante questioni sociali che nella crisi vivono la loro drammatizzazione.
Connettere i fili della resistenza alla crisi, per immaginare e costruire un’alternativa politica e di sistema nell’assemblea del 24, con la manifestazione del 15 ottobre, pensando a queste scadenze come a un passaggio e non a un punto d’arrivo, con passione e spirito d’innovazione. Costruire tutti insieme una grande mobilitazione a Roma contro le politiche di austerity significa immaginare e proporre per il nostro paese e per l’Europa un nuovo modello di sviluppo basato sulla democrazia reale, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.

Primi firmatari:
Ugo Mattei, Guido Viale, Giulio Marcon, Luciano Gallino, Alessandro Ferretti, Gianni Ferrara, Francesco Garibaldo, Tiziano Rinaldini.

il testo integrale di quest'appello lo trovi qui:
http://www.ilcambiamento.it/culture_cambiamento/appello_siamo_indignati_costruiamo_alternativa.html

6 commenti:

claugo ha detto...

Io sono indignato, ma non solo, sono stanco,amareggiato,deluso,arrabbiato, ma soprattutto sono furioso di vedere che non cambia mai niente e che tutte le manifestazioni che si fanno vanno a finire nel nulla. Sono stanco di essere preso in giro da una classe politica inetta e una classe dirigente cinica. Sono stanco di vedere il bel calderoli, e tanti come lui, tutti abbronzati e rilassati, a sparare cazzate su come togliere a noi per avere loro. Ci vuole qualcosa di più forte che una manifestazione in piazza, un segnale più forte e più esteso. Cominciamo a colpirli dove loro si atteggiano di più. I media di parte, compiacenti, vogliono eliminati tutti dalla propria ricezione... Tv, Giornali, devono essere spenti e non comprati. Fininvest, Rai, devono essere tolte dai ricevitori digitali. Manteniamo solo i canali di informazione essenziali come internet, tv locali, radio locali. Boicottiamo tutto ciò che è berlusconismo... Assicurazioni, banche , riviste. Il nome berlusconi deve essere per tutti un sinonimo di malaffare, cinismo, prostituzione e tutto quello che ha a che fare con quel nome deve essere boicottato. Vedrete che dopo, quando scenderemo in piazza, ci ascolteranno con più attenzione.

liberodipensare ha detto...

cluaco, non avrei trovato parole migliori.
Sono solidale con te per il tuo commento.

E poi leggo dall' articolo :

Vorremmo, iniziando dalla giornata di sciopero generale del 6 settembre, cominciare una consultazione ampia e trasversale, che raggiunga realtà sociali e di lotta, forze politiche e sindacali, movimenti e singole persone, per far sì che quella giornata sia una grande mobilitazione di tutti per l’alternativa, condivisa e partecipata.

Prendiamo questo ed il commento di clauco...ci riflettiamo su un attimo ? Osservate come il commento di clauco sia piu profondo di quello inserito nell' articolo di S.T.
..che raggiunga realtà sociali e di lotta, forze politiche e sindacali, movimenti e singole persone,......ma che significa ? bla,bla,bla..

liberodipensare ha detto...

Un messaggio di protesta deve raggiungere solo uno
il cittadino italiano.
...chiaccheroni demagoghi e logorroici (ancora non lo avete capito?)

liberodipensare ha detto...

Sorry. Riferendomi ad un commento precedente al mio, ho scritto che è stato scritto da cluaco invece che "claugo". Chiedo scusa. Ho il brutto vizio di leggere e scrivere di botto un commento.
Perdonami.

Bellerofonte ha detto...

Claugo bellissima filippica, ma dalle tue parole sembri di parte (sinistra), fai retorica contro Berlusconi mi sembri Bersani. Pensi di risolvere il problema della politica divoratrice di soldi pubblici (cioè nostri) e lavoro? Ti faccio un piccolo esempio Penati a Sesto San Giovanni e a macchia d'olio le coop rosse dell'Emilia Romagna e qui mi fermo perchè non sono un partitologo come te. Penso solo che il problema non è solo Berlusconi ma la razza politica Italiana che ha perso di vista il ruolo del politico e cioè al servizio del cittadino, cosa che in Italia è esattamente l'opposto cioè il cittadino al servizio del politico. Per non dilungare il brodo penso che le manifestazioni di massa, finchè concesse dai politici, sono un buon mezzo per iniziare a far capire che i COGLIONI sono strapieni. Qualora non bastasse....i paesi aribi ci hanno fatto scuola negli ultimi periodi, cioè CACCIARLI A PEDATE NEL CULO FUORI DALL'ITALIA per poter riprenderci ciò che negli anni con arroganza ci hanno tolto.....

claugo ha detto...

Non voglio creare un dibattito fra di noi, Bellerofonte, e tanto meno polemica.
Ti dico solo che destra e sinistra, le ideologie, non hanno niente a che fare con i nostri politici e i nostri dirigenti. Qui si parla di persone ciniche e senza scrupoli che hanno solo in testa il loro profitto. Berlusconi ne è l'esempio lampante. Se tu pensi che chiunque voglia fuori dalle balle berlusconi, sia di sinistra, sei fuori un bel po'. Qui abbiamo a che fare con gente che non ha più rispetto della vita altrui e vuole solo soddisfare la propria vita e quella dei suoi amici e parenti.
Ma dimmi una cosa Bellerofonte, quante persone nel partito di berlusconi, al governo, sono politici veri? Nessuno, in compenso molti professionisti e imprenditori che hanno trovato il modo di straguadagnare... Alla faccia nostra