domenica 22 aprile 2012

La Burocrazia costa 25 miliardi l'anno, il 12,6% dell'irpef totale

Oggi la "politica" costa a ogni cittadino 646 euro l'anno e impiega il 12,6% dell'Irpef impiegato dallo Stato, per una spesa totale di 24,7 miliardi ogni 12 mesi.
È questo il prezzo di un sistema composto da istituzioni nazionali e locali, enti, agenzie pubbliche, aziende controllate o partecipate dai Comuni e dalle Regioni, consorzi, associazioni di Comuni, Comunità montane e grandi società per azioni a capitale in tutto o in parte statale. Certo diverse di queste istituzioni sono i pilastri della democrazia e non si può certo farne a meno. Ma i costi sono gonfiati in maniera pazzesca da privilegi, burocrazia sovrabbondante, parassitismo e tutto un circo di nani e ballerine che purtroppo abbiamo imparato a conoscere e di cui invece faremmo volentieri a meno. 
Secondo gli ultimi dati raccolti dagli istituti di statistica, questo sistema paga lo stipendio a un milione  e trecentomila persone. Ma se tra queste tantissimi sono lavoratori, dipendenti pubblici, impiegati delle Asl, dei ministeri ecc, altri settecentomila appartengono a cstegorie molto più particolari.
Ma poi vi sono categorie più particolari:
In Italia vi sono oltre 145 mila tra parlamentari, ministri, amministratori locali di cui 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali.... Una truppa un pò troppo folta, non credete!?
E ancora ci sono 24mila consiglieri di amministrazione delle società partecipate, tantissimi con stipendi d'oro. Anche qui le società pubbliche sono importanti per preservare il bene comune, ma non sta scritto da nessuna parte che devono ingrassare così tanti manager!

3 commenti:

marika ha detto...

onde evitare che si condividano cose errate, potreste postare delle fonti di info a beneficio di coloro che come me, desiderano fare anche denuncia, ma concreta? grazie

Pinuccio, marittimo, leghista romano disadattato ha detto...

Dalla nascita dell' Italia mai ci è stato un periodo di vera crescita senza sperperi burocratici come fu quello del fascismo. Non perchè il fascismo era il fascismo ma perchè chiuse le rappresentanze politiche, centrali e locali. Pagò i dediti agli stati uniti, tanto che gli yankee rimasero sorpresi. Fecero grandi opere come mai nessun periodo vide e senza alcun aiuto esterno.
Qualcuno potrebbe obiettare che non c' era l' euro e l' iatlia poteva produrre quanto latte voleva, produrre quanto acciaio voleva, pescare nel mediterraneo senza che i pescherecci fossero forzatamente tenuti fermi. La Cina era lontana e non vicina e l' India era conosciuta solo con i libri di Salgàri. Non c'era la globalizzazione e non c'erano i professori i tecnici pagati a sbafo a governare, e neppure i professori a fare un cazzo negli istituti scolastici pagati per tre mesi a stare a casa. Mussolini si incontrava di nascosto con la sua amante e non come berlusconi con le sue 50 e piu troiette. Non c' era la RAI di oggi e non c'era mediaset che permetteva a berlusconi di mantenere il suo harem con i profitti rubati.
Era un altro mondo.

fracatz ha detto...

sempre con osservazioni inadatte, sempre a frignare
dovreste essere orgogliosi di essere tajani
io sono onorato di essere amministrato con queste risorse, perchè voglio essere certo di essere amministrato adeguatamente a quello che spendo in tasse