lunedì 23 aprile 2012

Sempre più austerity: ora anche la tassa di imbarco sugli aerei

Altro che crescita, e altro che equità! Il governo Monti conosce soltanto una cosa: il rigore. E si prepara a rifliraci l'ennesima batosta fiscale, che ci costerà ben 2.500 euro all'anno.
Le tasse già introdotte con i vari decreti "Ammazza-italiani" nei prossimi mesi si moltiplicheranno a dismisura, frazionandosi in una serie di piccole e grandi imposte che costringeranno la gente a indebitarsi ancora di più. Diamo un'occhiata per un momento alla sfilza di tributi che paghiamo: Imu, la nuova tassa sulla casa, acqua, luce, gas, e raccolta rifiuti, passando per il caro-carburanti e l'aumento dell'Iva previsto dopo l'estate. Ce n'è abbastanza da scoraggiare qualsiasi contribuente onesto.
Ma a questi già gravosi tributi, il governo ha aggiunto due tasse nuove di zecca, particolarmente odiose: la tassa di imbarco sugli aerei e la tassa di sbarco sulle isole minori. Con i viaggi aerei si contribuirà a finanziare, in parte, la riforma del lavoro: è stata infatti introdotta l'addizionale comunale sui diritti di imbarco sugli aerei, che dal primo luglio 2013 aumenterà di 2 euro il biglietto per ogni passeggero. I Comuni delle isole minori avranno invece mano libera nell'istituire un'imposta di sbarco fino a 1 euro e mezzo (che dovrebbe essere alternativa alla tassa di soggiorno). Un provvedimento, è spiegato nell'emendamento al decreto fiscale approvato in Commissione alla Camera, che servirà a finanziare "interventi in materia di turismo, beni ambientali e culturali, e servizi pubblici locali". E in più si staglia all'orizzonte una nuova "tassa di scopo", con cui i Comuni dovrebbero finanziare nuove opere pubbliche, strade, parcheggi.
Come si vede, una raffica di vecchie e nuove imposte capace di impoverire chiunque. No di certo, però, i membri del governo e della Casta, che stanno cercando di raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio, appena trasformato in norma costituzionale, asfaltando a colpi di tasse i redditi dei cittadini. 

5 commenti:

hyperlinker ha detto...

Quesiti d'ordine legale
sulla sovranità popolare
e la democrazia



L'assegnazione di un bene collettivo a vita ad una persona, impedendo la fruizione del bene alle altre persone, fa decadere la qualifica stessa di "collettivo" e la sua riduzione a mera proprietà privata d'accesso ad altri.

Una tale cessione non può essere eseguita senza che tutti gli aventi diritto sul bene siano informati sulla grave perdita che essi subiscono. In caso di mancato adempimento, l'atto può anche essere considerato nullo.


1° quesito: come mai i cittadini italiani/europei non sono mai stati interpellati in merito alle conseguenze della cessione a vita, quindi per loro praticamente definitiva, di quel fondamentale bene collettivo che sono i poteri/ruoli della Funzione Pubblica?

2° quesito: visto il mancato adempimento d'informazione verso i cittadini, in merito alla perdita della parte più sostanziosa nientemeno che della loro stessa Res Publica, può l'atto d'assegnazione a vita di un pubblico impiego essere considerato nullo?

3° quesito: considerato che a non adempiere ai doveri del caso sono stati proprio coloro i quali erano deputati a far conoscere e rispettare la legge, considerato che proprio non ottemperandovi essi hanno anzi preso definitivo possesso del bene comune, privando il resto della popolazione di un primario diritto, può il loro essere considerato un intento ed atto criminoso vero e proprio da perseguirsi a norma della stessa legge che non hanno applicato? In caso affermativo, avendo costoro agito non seguendo l'interesse di Stato ma loro personale, possono essere chiamati a rispondere personalmente del danno subìto dalla società e dai singoli individui in conseguenza della mancata applicazione di quelle regole, chiare, semplici e definite, che, se rispettate, avrebbero permesso una complessiva costante evoluzione del Paese nel corso dei trascorsi decenni, letteralmente cambiato il CORSO della STORIA?


Essendo i magistrati, i costituzionalisti, i docenti universitari e tutti gli altri innumerevoli grandi commessi di Stato (cui gli stessi politici e governi si sono sempre rivolti per consiglio) affetti da forte conflitto d'interessi in merito alle ipotesi ai punti 1°, 2° e 3°, a chi può essere affidato il compito di dirimere tali questioni?


Ringrazio e saluto,

danilo d'antonio

Nessun Parlamento da solo
ci potrà dare la Democrazia,
MA LA FUNZIONE PUBBLICA SI'!

http://www.hyperlinker.com/ars/

Pinuccio, marittimo, leghista romano disadattato ha detto...

Danilo, ho letto parte dei documenti presentati al link che riporti. Ti dico che sono interessantissimi, scritti in modo scorrevole e logico. Ho letto IMPIEGO PUBBLICO e METAMORFOSI, proseguirò nella lettura che consiglio a chi desidera ed ha tempo.
Mi pare di leggere i grandi saggi di un tempo, quelli di Platone ed Aristotele, solo per citarne due.
Complimenti davvero

rico ha detto...

@hyperlinker: Cito da twitter, una ragazza dice:
"Il posto fisso è noioso, dice Monti. Beh, detto da un senatore A VITA..." :-)

rico ha detto...

P.S. la tassa d'imbarco esiste da alcuni anni (solo in italia), si chiama "marca da bollo sul passaporto", 48 euro per chi va all'estero.
E ti scandalizzi per una tassuccia da due euri? :-)

LNFAW ha detto...

http://suntura.ru/2012/04/djvar-aprust-episode-295-seria-online.html