mercoledì 5 ottobre 2011

15 ottobre giornata dell'indignazione: le organizzazioni tradizionali vogliono tener lontana la protesta dai palazzi del potere

I promotori della manifestazione nazionale del 15 ottobre non sono riusciti a trovare una sintesi comune sulla giornata italiana della mobilitazione europea contro le misure antisociali della Bce del governo unico delle banche. In piazza insieme ma su contenuti e segnali diversi.
I locali dell'Arci nazionale hanno ospitato la quarta riunione delle forze che si sono prese la responsabilità di convocare la giornata di mobilitazione nazionale prevista per il 15 ottobre. In apertura di riunione si segnala la difficoltà del percorso di avvicinamento comune alla data che vedrà manifestazioni in parecchie capitali europee contro le manovre antipopolari imposte dalla Bce e dai governi subalterni alle banche. Il groviglio è sembrato svilupparsi ancora una volta intorno al nodo del percorso del corteo, percorso che alcuni vorrebbero veder sfilare nel centro politico della capitale, mentre altri ritengono non dirimente il percorso che porterà la conclusione del corteo lontano dal centro e dunque in piazza San Giovanni.
La delegazione che era andata in Questura riferisce che la trattativa non è andata a buon fine: no al percorso su via Nazionale (dove c'è la sede della Banca d'Italia); no al passaggio in piazza Venezia, viene concesso solo l'allungamento del percorso sulla tradizionale via Cavour per poi girare verso il Colosseo e dirigersi a piazza San Giovanni. In Questura annunciano di aver ricevuto segnali allarmanti dalle intercettazioni telefoniche e quindi diviene esplicita la intenzione di tenere il corteo del 15 Ottobre lontano dai palazzi del potere e dal centro politico della capitale. Un diktat odioso di fronte al fatto che a New York sia stato bloccato il Ponte di Brooklyn con ben 700 fermi tra I manifestanti o che in Spagna dodici attivisti del movimento M 15 siano stati arrestati per aver bloccato il Parlamento della Catalogna nel giugno scorso.
La discussione gira intorno a questo che viene giudicato un blocco della agibilita politica nelle manifestazioni, accentuato dai diktat del sindaco Alemanno, che dopo aver preteso che venissero bloccati gli operai di Termini Imerese, ha dichiarato off limits alcune piazze del centro. Gli interventi delle forze riconducibili al vecchio Social Forum (Arci, Fiom,Cobas,UdS, Uniti per l'Alternativa etc.) spingono per attestarsi su questo percorso e misurare la riuscita della giornata di mobilitazione attraverso la forza dei numeri. Altre forze (Stati generali della precarietà. rete Roma Bene Comune, Usb) insistono per tenere aperta la trattativa con la Questura sul percorso. La conclusione della discussione è forse la peggiore in occasioni come queste: si prende atto che la maggioranza accetta il percorso indicato e si rinvia alla prossima settimana la discussione sulla composizione del corteo e gli interventi per la conclusione a piazza San Giovanni.
Una conclusione questa che sembra allontanare una gestione comune e coordinata della manifestazione del 15 ottobre. Alcuni interventi sottolineano criticamente quella che definiscono la pretesa del coordinamento 15 ottobre di governare tutta la spinta alla mobilitazione e alla partecipazione, "l'eccedenza" si sarebbe detto fino a pochi mesi addietro. I segnali che giungono dalle varie citta indicano infatti la crescita di quella che era stata identificata come la militanza nomade o che altri definivano autorganizzazione, cioe una spinta alla partecipazione crescente e diffusa a questo appuntamento.
Se ne discuterà nei prossimi giorni ma a questo punto piu per aree omogenee che nel coordinamento 15 ottobre. I punti San Precario/Stati generali della precarietà comunicano che lo faranno e manifesteranno il 15 ottobre nel corteo centrale ma per conto loro. La rete Roma Bene Comune ha convocato una assemblea cittadina alla Sapienza per giovedi e una assemblea nazionale per sabato prossimo al Volturno occupato per discutere obiettivi e forme con cui stare nella manifestazione. Le forze che hanno animato la assemblea del 1 Ottobre ne discuteranno in una riunione martedi ma nel frattempo hanno deciso di dare vita ad un proprio spezzone unitario nel corteo sui contenuti emersi dal loro percorso e che appaiono difficilmente conciliabili con lo slogan "Cambiare l'Europa cambiare l'Italia". Uno slogan questo che a detta di alcuni interventi "ognuno puo interpretare come vuole" ma che appare evidente come voglia rappresentare la cifra del corteo del 15 ottobre per edulcorarne il segno rispetto al piu combativo "People of Europe Rise Up!" che rappresenta lo slogan comune della mobilitazione europea. Alla fine della riunione si respira un aria un pò da dejavu, cioè quel clima che ha condizionato il conflitto sociale nel nostro paese fino al governo Prodi del 2006, una rappresentazione del conflitto piuttosto che la sua pratica. Ma nel 2006 non era ancora esplosa la crisi che sta determinando pesantemente in negativo tempi e sorti di milioni di persone in tutta Europa. Per alcuni il percorso dei prossimi mesi sembra convergere sulle "primarie", per altri con quanto emerge dai movimenti di lotta in Grecia, Spagna, Gran Bretagna. La "quadra" sul 15 ottobre insomma non si è trovata e forse era difficile ipotizzare il contrario.

9 commenti:

earned.biz ha detto...

http://italy.indymedia.org/node/864

Compagn@ tutt@: sapete già che il 15 Ottobre prox 2011 a Roma si terrà la manifestazione contro il sistema, e lo specifico è proprio questo: seppur si siano accodati a cose fatte CGIL e suoi lacchè, l'iniziativa (europea) nasce con spirito sorprendentemente rivoluzionario. Pare che col crollo di tutto ciò che può crollare di organico al sistema capitalista anche i sassi inizino a muoversi. L'occasione è unica; a Roma si troveranno centinaia di migliaia di persone anche se tutti i media di stato censurano e non dicono nulla di ciò. SICURAMENTE le FORZE di POLIZIA ci ATTACCHERANNO anche non dovesse esserci il minimo intento conflittuale (che comunque ci sarà e DEVE ESSERCI da parte nostra): dobbiamo tutti, rivoluzionari di ogni tendenza, comunisti, libertari e tutto/i coloro che saranno lì per rabbia e coscienza del baratro nel quale ci vogliono gettare DEFINITIVAMENTE, COMBATTERE !!!!! Non come a Gneova nel 2001 ! Non come il 14 Dicembre 2010 ! Non dobbiamo fermarci ! Portare con se' di "tutto" per PRENDERE e TENERE la 'PIAZZA' ! Se ci accoppano dei compagni non paralizziamoci, non diamo in isterismi ma rispondiamo colpo su colpo ! La forza della disperazione può vincere i mercenari del capitale. 10mila guardie non possono fermare 40mila ribelli ! Non scomodiamo Napoleone che rammenta: "qualunque sia la disparità delle forze in campo in favore di una forza piuttosto che l'avversa, esiste sempre un fattore X di incognita: la morale e lo spirito dei combattenti, la coscienza di difendere la ragione." Diffondete. Dobbiamo creare un governo provvisorio popolare. Sembra impossibile, ma la Storia è ancora da scrivere. NON UN PASSO INDIETRO ! I compagni di ogni dove si stanno preparando per il 15: i compagni della ValSusa (onore a loro), gli operai, gli studenti, gli emarginati di sempre... ma non cadiamo nella retorica... COMBATTERE !

italiano medio ha detto...

la quadra è lasciare a casa le bandiere e i bastoni e scendere in strada, in tutte le strade e in tutte le città...Il problema è ...che ci siamo assuefatti a vivere di processi in tv, di gossip politico, di superenalotto, di calcio e di inconsisetensa di ideali...Siamo i soliti italiani!

http://www.facebook.com/pages/Occupy-Italy/289984284361226

SirBiss ha detto...

Una protesta che chiede PERMESSO ?
Fa scappare da ridere in partenza !

Ma che cazzo vuol dire "il percorso del corteo" ?
Ma quale corteo ?
MA quale percorso ?

Si va in centinaia di migliaia e si OCCUPA LA CITTA', ad OLTRANZA, fino a quando queste merde non si leveranno dai coglioni. E' proprio nei centri nevralgici che bisogna stare. Devono avere PAURA ! Sentire la RABBIA e l'esasperazione delle persone.

Ci saranno da prendere delle manganellate ?
Bene ! Sicuramente se ne daranno pure !
I deboli di cuore e di spirito possono astenersi o "passeggiare" nelle retrovie, ma qualcuno che ci metta le mani e i piedi oltre che la faccia purtroppo SERVE.

SirBiss ha detto...

Per essere più chiari...

Io e molti altri come me, se devo venire a Roma per l'ennesima, inutile, sterile passeggiata pomeridiana, me ne sto direttamente a casa ed evito di sobbarcarmi spese e disagi per ciò che già si sa, non servira ad uncaz !

Isabel M Sorio ha detto...

Occupare un giorno prima!!!

aerdna ha detto...

...W L´ISLANDA...

GGP606060 ha detto...

Io sono del parere che manifestare dà si un segnale alla classe politica, ma non la smuove minimamente, sono altre le cose da fare per cambiare i veri poteri che ci governano, e dobbiamo iniziare modificando le strutture bancaria/finanziaria e quella commerciale/distributiva. Si devono privilegiare le alternative più equosostenibili, che già esistono ma vanno diffuse, se non vogliamo perpetuare le cause della crisi… ottimi gli spunti su http://is.gd/NDWh7L

AEA ha detto...

iO FACCIO LA MIA PARTE TUTTI I GIORNI.....APPARTENGO AD UN GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE E CERCO DI COMPORTARMI ETICAMENTE IN OGNI AZIONE E SCELTA CHE FACCIO, NEI LIMITI DEL POSSIBILE. SONO INDIGNATAVORREI VENIRE A ROMA X DARE VISIBILITA'. PERò NON VOGLIO MANGANELLARE NESSUNO. SARA' ANCHE RETORICA, MA LA VIOLENZA NON PORTA NIENTE DI BUONO.

carino74c ha detto...

la forze innovativa degli indignaods è stata proprio la non violenza e il consenso, la creatività...ma non lo capite? a wall street i manifestanti hanno manganellato? siate creativi...oppure fate solo il loro gioco...