mercoledì 18 aprile 2012

Quanto avete in tasca? A luglio arriva una nuova manovra da dieci miliardi!

Non si vive di solo spread...
Avete presente quei nodi che più ti dimeni e più si stringono? L'unica sarebbe tagliarli. Così sembra essere per le politiche di austerity: man mano che si procede la lungimiranza economica del governo Monti (in linea con i diktat della UE) si dimostra però meno "lungimirante".
Perchè taglia la leva pubblica dell'economia, riduce sempre più il reddito dei lavoratori e dei ceti sociali più deboli, i consumi si deprimono e i dati economici peggiorano.
Così le manovre economiche che dovevano aggiustare il rapporto deficit/Pil di quest'anno sono già insufficenti...
L'Italia è in piena recessione, le stime del governo sulla diminuzione del Pil nel 2012 sono passate da -0,4% a -1,2% (e il Fondo Monetario Internazionale prevede addirittura -1,9%). Le "misure per la crescita" si sono rivelate una barzelletta... Così per rispettare i diktat della famosa letterina della BCE di questa estate, il governo avrà bisogno di tagliare altri dieci miliardi di euro a giugno... e non sa proprio dove pescarli, visto che ha gia raschiato il fondo del barile.
I tecnici spingono per anticipare a giugno l'aumento dell'IVA dal 21 al 23% (con inevitabile aumento dei prezzi). Questo dovrebbe portare nelle casse dello Stato poco più di sette miliardi di euro all'anno. Però visto che si comincia a giugno, per il 2012 saranno la metà. E allora c'è bisogno di (molto) altro. E qualcosa vedrete troveranno... nelle nostre tasche.
Intanto la disoccupazione e ai massimi del nuovo millennio (9,3%) e la pressione fiscale ha battuto il record, passando dal 42,5% del 2011 al 45,1% e l'anno prossimo aumenterà ancora!


La domanda è: visto che questa politica è fallimentare, non si può cambiare politica economica e rispolverare almeno il vecchio Keynes!? Investire invece di tagliare, tagliando piuttosto un pò dei profitti della grande finanza internazionale. E' necessario ricontrattare il debito con le sanguisughe della finanza che si sono ingrassate in questi decenni e introdurre una leva fiscale europea per sostenere l'economia.
La Germania invece insiste per l'austerity per un potente rigurgito protezionista e perchè deve garantire i crediti delle sue banche, ma questo sta affondando l'Europa intera, come il creditore che strozza definitivamente il suo debitore. E alla fine colpirà la Germania stessa che non avrà più mercati. Dopo la Grecia e il Portogallo, ora nell'occhio del ciclone c'è la Spagna (debito che decolla e disoccupazione al 23%) ma l'Italia viene a ruota...
Bisogna fermarsi!



3 commenti:

Pinuccio, marittimo, leghista romano disadattato ha detto...

La spagna non è l'italia. Vedrete che la spagna saprà rispondere alla bce
Se si osserva dall' alto la penisola iberica si vedono delle chiazze bianche a sud di questa che sono grandi estensioni di serre e la spagna dista dall' africa quanto un fazzoletto di terra. La spagna ha porti che la collegano all' america centrale ed ha acquisito il know how sufficiente per fare da se. Presto abbandonerà il pianeta euro e ci darà un esempio.
Se non sarà cosi sarà una jattura per tutti

Pinuccio, marittimo, leghista romano disadattato ha detto...

Vi è piaciuta la globalizzazione dei mercati ed ora prendetevela in quel posto. Andate a fare spesa a eurospin lidl penny, bene pensate che date soldi ai tedeschi. Comprate mercedes, audi, ford wolksvagen bmv, date soldi ai tedeschi. Comprate televisori aspirapolveri trittatutta per far piacere alla vostra signora, date soldi ai tedeschi. E se vi piace quella maglietta o quel vestitino o quelle scarpe date soldi ai cinesi. Se questa estate vorrete gustare un buon gelato dovrete prenderlo da un onesto gelataio italiano. Attenzione , costa un po' di piu di quello preso da lidl o da eurospin o penny, ma è molto molto piu buono .
Dimenticavo di dire che prenderò in gestione una gelateria in abruzzo. Vi aspetto

floro ha detto...

questo perché nessuno ha le palle di scendere in strada e fare la rivoluzione....cavoli vostri, tenetevi quello che avete e smettete di lamentarvi, vigliacco di un popolo marcio e servo