domenica 24 marzo 2013

La neopresidente Boldrini scavalca Grillo: "non solo dimezzo, ma rinuncio ai rimborsi forfettari"

Da quando sono sbarcati i grillini in parlamento, da tutte le parti si è messo in moto un continuo rincorrere e promettere tagli su tagli alla casta.
La cosa più interessante sono i casi in cui i discepoli superano il maestro.
E' il caso della Boldrini che scavalca in tema di tagli anche la linea politica di Beppe Grillo.
La neopresidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, infatti nel passare dalle parole ai fatti, invia agli uffici preposti della Camera la richiesta formale di tagliare il proprio stipendio e rinunciare ai tanti benefit di cui gode la terza carica dello stato.
C'è un passaggio in particolare della comunicazione ufficiale che colpisce in termini positivi, allorquando specifica che "rinunzio all'uso dell'alloggio di servizio e al rimborso delle spese accessorie di viaggio e telefoniche. Inoltre, domando che l'indennità di funzione connessa alla carica di presidente della Camera dei deputati e il mio rimborso delle spese per l'esercizio del mandato parlamentare siano ridotti della metà. Quanto specificamente a quest'ultima voce, preciso che rinunzio alla parte dovuta ai rimborsi forfettari". 
Su questo punto in tanti hanno per anni lucrato e imbrogliato i cittadini, promettendo il taglio dell'indennità parlamentare che però è solo una piccola voce del ben più grosso e grasso stipendio parlamentare composto principalmente dalle tante voci di rimborsi forfettari accreditati a fine mese sul conto corrente del parlamentare (5.200 euro netti di indennità; 3.503,11 euro di diaria; 3.690 di rimborso  spese per l’esercizio del mandato; 1.331,70 euro per le spese di trasporto e di viaggio; 258 per spese telefoniche).
Grillo, nel regolamento interno del Gruppo depositato alla Camera per potere accedere ai finanziamenti pubblici per il funzionamento dei gruppi parlamentari (39 milioni di euro, a differenza dei  47 milioni di rimborsi elettorali a cui hanno saggiamente rinunciato) ha scritto che ai deputati del movimento 5 stelle verrà tagliato del 50% solo la prima voce di entrata ("l’indennità  parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili. I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche).
Dinanzi ai facili calcoli matematici sull'inconsistenza di un taglio simile (3.000+ 3.503+ 3.690+ 1.331+ 258 +1.006 = i “cittadini” di M5S intascheranno ogni mese 12.788 euro netti), il Movimento 5 stelle ha subito specificato che per loro però i rimborsi vanno rendicondati.
La Boldrini invece si pone un passo in avanti e chiude definitivamente con il falso slogan  "ci dimezziamo lo stipendio" che per anni, dai tempi della prima Lega Nord e di Rifondazione Comunista fino al Movimento 5 Stelle, le forze parlamentari più radicali hanno utilizzato, il più delle volte sapendo di mentire.
L'esempio della neopresidente della Camera è un monito non tanto per i Razzi e gli Scilipoti ma per quelle forze politiche che - con una proposta di legge di due righe - possono imporre finalmente non l'autoriduzione facoltativa ma il taglio obbligatorio dello stipendio per TUTTI i parlamentari. E' molto semplice: Al secondo comma dell’articolo 1 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, le parole: « non superino il dodicesimo » sono sostituite dalle seguenti: « non superino il ventiquattresimo ».

9 commenti:

Mattia Poletti (Rebel Ekonomist) ha detto...

Fino ad ora i 5 stelle in parlamento hanno collezionato solo assurdità. In concreto ZERO.

Anzi, promettono redditi di cittadinanza senza manco sapere che costeranno una barcata di soldi.

Lem ha detto...

li prenderemo da coloro i quali rubano da decenni. i soldi ci sono basta saperli riprendere.

Fernando Bellizzi ha detto...

...è la loro presenza comunque a creare questo effetto. Se non ci fossero stati, non sarebbe successo quello che sta succedendo.
Il che vuol dire che qualcuno non ha la coscienza a posto ed ha la coda di paglia.

Unknown ha detto...

L'italia ha bisogno di essere incoraggiata anche da questi simbolici gesti.
Va detto che rinunciare a tanto per un lasso di tempo molto ristretto ( l'incarico durerà qualche mese ) potrebbe sembrare una contromossa politica.
Comunque... brava lo stesso.

Grazie.

Epì Paidèia ha detto...

Salve,

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NINOSPARTACUS ha detto...

Vorrei che anche Grillo con il suo M5S incominciasse a passare dalle parole ai fatti ed incominciasse a presentare proposte di legge che oggi hanno la possibilità di segnare il vero cambiamento. Se questo non dovesse avvenire, allora si può dire chiaramente che aveva solamente l'intenzione di creare confusione ed anarchia, per scopi oscuri ed ambizioni personali.

nonno enio ha detto...

c'è d'augurarsi che questo venga sistemato per legge e non per volonta dei singoli con un decreto legge che elimini pure il rimborso a tutti i partiti

NINOSPARTACUS ha detto...

Il nuovo è già incominciato ed ha dimostrato che c'è chi sceglie e chi ,invece, rimane sdraiato sulla spiaggia aprendere il sole. Mi riferisco al Grillo parlante che dovrebbe seguire le vicende italiane in prima persona e non mandare dei robot per dire solo dei no. Così non si va da nessuna parte e le promesse gridate a squaciagola nelle piazze d'Italia saranno solo promesse. Qual'è la differenza tra Berlusca ed il ciarlatano ?

ahmed ha detto...

Grazie molto possibile, si prega di visitare il mio umile blog

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