venerdì 13 aprile 2012

L'ex del Trota: "Renzo si era messo in testa di fare il leader della Lega"

Renzo Bossi detto il Trota non si accontentava dei 12.000 euro al mese dello stipendio da consigliere regionale, largamente immeritato. No, voleva molto di più. E forse, se le cose non fossero andate in malora, ci sarebbe anche riuscito.
A rivelarlo è l'ex fidanzata, Eliana Cartella, showgirl, fresca di partecipazione al reality show "L'isola dei famosi". Dice la Eliana: "Renzo voleva fare il leader, voleva seguire le orme del padre e diventare segretario della Lega". Un uomo proiettato verso un luminoso futuro da membro della Casta. "Ci teneva veramente tanto. Così tanto che alla fine è per questo che ci siamo lasciati. Temeva che col mio lavoro potessi creargli problemi per la candidatura". Beh, ora il Trota può stare tranquillo. A rovinarsi la carriera ci ha pensato da solo, usando spudoratamente i soldi dei rimborsi elettorali per i suoi affari personali - cioè la bella vita con i soldi pubblici. Adesso non è nemmeno più consigliere regionale. Ma chissà che non ce lo ritroveremo, come si sente dire, candidato al Parlamento europeo. Le vie della Casta, si sa, sono infinite. Anche se a percorrerle è uno come il Trota. 

5 commenti:

fracatz ha detto...

ho sempre lavorato in aziende private e ne ho conosciuti di teste di cazzo disposti a tutto pur di fare carriera manageriale.
Perchè bisogna sapere che se non fai carriera, non incrementi in maniera smisurata i tuoi introiti, perlomeno nei paesi bananieri di origini latine e poi cristiane.
ricordo con affetto un caro collega, disposto a vendere il culo di sua madre, che una volta diventato direttore, rimasto stupefatto da un mio intervento tecnico nella risoluzione di un vecchio problema, voleva a tutti i costi che gli spiegassi dettagliatamente la correzione effettuata.
Ora mettetevi nei miei panni, da vecchi colleghi, quali salti pindarici per non offendere la sua suscettibilità non potendo dirgli apertamente: "ma cosa cazzo vuoi che ti spiego nel dettaglio che la tua mente arriva a malapena a gestire un'addizione ad una cifra.
E quindi perchè starsi a meravigliare del trota, un trota in più o uno in meno cosa vuoi che cambi nell'amministrazione statale di questo paese, quando oramai anche le aziende private sono diventate degli enormi scassati carrozzoni pieni di nepotismo e fardelli che le zavorrano verso l'inevitabile fallimento.

Tùmas ha detto...

questa purtroppo è una triste realtà italiana, il cognome e le amicizie rendono molto di più delle capacità. ne è la riprova anche questa ragazza che parla della sua relazione col trota; cosa cazzo ci stava a fare una modella (o quel che è) con uno così?!! per amore?! o forse per un chiaro opportunismo? solo che poi siccome il trota era troppo incentrato sulla propria carriera per lei non c'eran possibilità reali oppure lui era semplicemente troppo tonto per raccomandarla... in sostanza non so chi dei due mi mette più indignazione!

Serafino ha detto...

Tumas, non sono in accordo con la frase "questa purtroppo è una triste realtà italiana" e spiego.
Questa è una realtà che è dentro il nostro stesso senso che diamo al concetto di famiglia e ai componenti che la formano.
Negli italiani non c'è peccato che bossi abbia inserito il figlio, un peccato è che il figlio abbia 'tradito' il padre, facendogli fare una "figuraccia di merda padana". In paesi - a mio parere piu civili e responsabili, tipo inghilterra e germania, sarebbe l'inverso. Un bossi sarebbe cacciato subito via, ma non da ora, da quando il padre propone il figlio scavalcando altri del partito per nepotismo. Lo stesso discorso fatto da bossi a bergamo in occasione di questa manifestazione "orgoglio padano" è una cosa vecchia, un ritorno al medioevo. Ed il suo vassallo, ex ministro degli interni maroni, sorregge il "capo" e lo protegge. Quel baciarsi è una forma che vediamo anche come pratica della mafia...i figli (o figliocci) sò pizze e core.
In sostanza, è la stessa italia che genera un trota. E parte della nostra cultura e tradizioni.

insegnante italiana ha detto...

E che dire dei ragazzi laureati con 110 e lode per aver studiato seriamente senza che nessuno comprasse loro diplomi di laurea fasulli che sono andati via da questo paese e studiano ancora o lavorano per paesi stranieri che investono nel merito e nelle competenze? Molti non vogliono più tornare e così generazioni di giovani seri e competenti vanno via e a noi rimangono i trota. E che dire ancora di chi nasce in aree svantaggiate, che pur avendo le capacità di accedere a livelli superiori di formazione non vengono sostenuti da questo paese che preferisce buttare i soldi per la porsche del figlio di Bossi? Povera Italia priva dell'orgoglio e della lotta dei giusti.

barney ha detto...

incredibile cosa fanno i soldi e il potere: persino un fesso e cesso come il trota riesce ad uscire con una topona così, topona che, da buona squillo che si rispetti, una volta che il proprio "ganzo" decade gli getta tutto il fango che prima non avrebbe mai avuto il coraggio di buttare.